lunedì, 29 giugno 2009



Dalla sosta sotto di me mi esortano a commettere cotanta nefandezza. Giammai!
Il roditore va preservato e protetto, quindi inizio una lunga discussione con il coniglio che c’è in me. Lusinghe e minacce si alternano, scenari di polente fumanti guarnite da un buon sughino vengono minacciosamente richiamati. Al termine lo ho convinto e se ne starà buonino a guardare, sospeso sopra quel vuoto. Ora sono affaracci miei. Mi ritrovo appeso all’ultimo spit del decimo tiro, di Magic Rampit, sopra di me un tetto da rimontare e poi una placca senza alcuna protezione sino in cengia. Ora mi tocca andare avanti, vagliela a raccontare al mio coniglio che ho una certa strizza. Intanto i miei cari soci giù in sosta sghignazzano e mi incitano ad abbattere il roditore. Non senza tremori rimonto il tetto e mi ristabilisco in equilibrio, mi vieto di pensare a cosa potrebbe succedere in caso di volo, anzi mi convinco che tale evenienza è totalmente da esludere, in quanto non si sono mai visti conigli volanti. Un po rigidamente procedo sino alla cengia. Ora si che posso respirare e pure il coniglio finalmente sorride.



Quattro fantastici giorni a spasso per le pareti del Canton Ticino, se al Monte Eus ci eravamo già messi in gioco, la Val Calneggia è stata una gradita sorpresa. Il posto è unico e le placconate infinite di Tis-sa-ack, ci hanno regalato parecchie emozioni, perché in queste onde di gneiss trovare una manetta su cui piegare le falangi è stato praticamente impossibile, tranne  quando abbiamo incrociato il grande strapiombo centrale, ornato a monito anche da un bell’osso femorale pencolante nel vuoto.
Poi ci siamo pure rilassati su Arcobaleno allo Scaladri, mentre ci siamo divertiti al Sasso di Trolcia ripetendo Il Nodo Infinito e scoprendo che poco a destra Renato Casarotto prima e Marco Pedrini poi, hanno lasciato una loro traccia, che prima o poi andremo a ripercorrere.
Infine complimenti a Glauco Cugini che ha messo tutto nero su bianco nella sua guida e complimnti ai tanti chiodatori ticinesi che hanno attrezzato decini di siti e migliaia di tiri, dove ognuno potrà giocare con o senza il proprio roditore.



Buone scalate

LE IMMAGINI

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categoria:oltre la verticale
giovedì, 04 giugno 2009
LOCANDINA12giugno2009
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postato da: MauOrme alle ore 16:57 | Permalink | commenti
categoria:in fuga
venerdì, 24 aprile 2009
Cliccate qui ecco la banda di ORMEggiati, ritratti da Riky Felderer, mentre si riposano durante una "dura" giornata di lavoro in parete.
L'altro giorno l'ultimo numero di ALP+ occhieggiava in edicola. Con calma l'ho acquistato e lentamente ho iniziato a sfogliarlo a leggerlo. Avete presente la soddisfazione che si prova alla fine di una giornata passata in parete, quando ai suoi piedi si rifà lo zaino, ci si allontana e ci si ferma per voltarsi e guardare la linea appena salita? Proprio quella sensazione di benessere che sale lentamente e si diffonde in tutto il corpo, ho provato nel leggere le cose che io stesso ho scritto e  nel guardare le belle foto che Ryki ha scattato attorno alla Regina.
Infine la ciliegina, quel tocco che ti conferma di avere colto una bella opportunità, la copertina dedicata alla nord, dove Piera ed Elena cavalcano le onde di grigio calare e salgono questa prua maestosa che si inabissa tra le nebbie ed i prati.
Un grazie agli amici ORMEggiati, a Ryki e a Linda.

Inutile dirvi di correre in edicola a procacciarvi questo imperdibile numero.

Alcune immagini gentilmente concesse da Ryki.


DSC_0220

Piera Vitali sull'imponente prua di Miss Mescalina

DSC_0260sogliaMaurizio Panseri sulla storica linea tracciata da Ettore Castglioni dello spigolo Nord-Ovest

DSC_0066-b Un chiodo gioca a nascondino con Daniele Natali sulla Pasini Barbisotti Zanga
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categoria:oltre la verticale
venerdì, 24 aprile 2009
ORME RULEZ direbbe qualcuno.
Ebbene si! La dimensione verticale di Orme oltre alle collaborazioni con le riviste, la produzione di film, ora si mette in gioco anche con la pubblicazione di guide.

Un grazie a Yuri per avermi coinvolto in questa avventura, un grazie a Bruno Quaresima editore di Versante Sud per l'opportunità offertaci. Un grazie a tutti quelli che sfoglieranno questo volume e che verranno a giocare tra le "mie" montagnette.

COP bergamo

VALLI BERGAMASCHE – falesie e vie moderne. Edizioni Versante Sud. 2009

343 pagine per raccogliere poco meno di 3000 lunghezze di corda, sparpagliate sulla pietra di 51 luoghi differenti e ben distribuiti in ogni angolo della nostra provincia. Oltre 50 foto d’azione, cartine, schemi e tabelle per ogni sito. Si passa dai monotiri alle vie di più lunghezze. Cornalba, tra le falesie, fa la parte della prima donna con le sue 148 vie, seguita a ruota da Valgua e Val dei Mulini, entrambe con più di 100 itinerari. Mentre numerose sono le sorprese soprattutto in Val Brembana. Se saliamo in quota sono oltre 100 gli itinerari di più tiri relazionati, ben 66 concentrati nel massiccio della Presolana. La scelta della cosiddette “vie moderne” da inserire è stata ardua, molti sono gli itinerari di stampo alpinistico che abbiamo relazionato, perché riteniamo che la modernità o meno di un itinerario non risieda solo nel fatto che sia attrezzato a spit più o meno distanti, ma nelle modalità con cui si affronta una salita. Le informazioni sulla chiodatura e sull’impegno globale di ogni itinerario sono comunque chiare e permetteranno ad ognuno di fare la scelta più opportuna. Per descrivere le cosiddette “multipitch” abbiamo utilizzato immagini fotografiche delle parete su cui sono stati riportati i tracciati, per ognuno dei quali vengono a margine date notizie sintetiche.

I numeri a volte sono sterili, ma a volte danno la giusta misura di un lavoro svolto, soprattutto da chi ha aperto e chiodato queste tremila lunghezze di corda, persone a cui va il nostro più sentito grazie. I numeri inoltre danno la giusta dimensione di quanto possono offrire all’arrampicatore le Valli Bergamasche, un offerta eterogenea e variegata in grado di soddisfare proprio tutti: da chi porta ad arrampicare i propri bimbi a chi si mette in gioco sul 9a, da chi ama la chiodatura sicura e seriale a chi cerca forti emozioni su grandi pareti in quota.

Agli occhi di molti, si tratta di valli minori, abbracciate dal profondo solco della Valle dell’Adda, e chiuse ad oriente dalla Valle Camonica. Luoghi fuori rotta e che non sono mai stati alla moda. La cerchia montuosa che le chiude, supera a malapena i tremila metri, non vi sono né ghiacciai né cime famose. Le Prealpi Bergamasche e le Alpi Orobiche si offrono senza veli nelle terse giornate d’inverno a chi percorre l’autostrada tra Brescia e Milano, magari diretti verso le Dolomiti o il Monte Bianco. Per attirare l’attenzione del turista, a partire dagli anni “60, dissennati interventi edilizi, colate di cemento e seconde case sempre vuote hanno sfregiato alcuni luoghi tra queste montagne. Ancora oggi si rincorre il miraggio di un dominio sciabile che porterà altre ferite e nessuna ricchezza. Noi speriamo che un giorno capiremo che nelle nostre valli si può vivere diversamente, offrendo la bellezza dei boschi, dei laghi e delle cime, senza imitare modelli di sviluppo non sostenibili che “consumano” in maniera dissennata ed irreversibile le risorse naturali.

Arrampicare nelle valli bergamasche può essere una piccola ma significativa risposta, un modo rispettoso per conoscerle e scoprirne la ricchezza.

La pietra vi meraviglierà, piccole falesie nascoste tra i boschi e maestose strutture in quota, monotiri e lunghe vie su pareti lontane. Principalmente si arrampica su calcare e su dolomia, di tutte le fogge ed inclinazioni. Potrete poi gustare le sensazioni che vi regaleranno le rocce sedimentarie più antiche: Formazione di Collio, Verrucano Lombardo e Conglomerati di Ponteranica. Infine lasciatevi sorprendere anche dai giovani conglomerati di Calusco e di Onore, originatisi dai “recenti” depositi fluvio-glaciali.

Per fare turismo e sport in montagna, seguendo strade differenti, cogliete l’occasione e fatevi accompagnare da questa guida. Percorrerete queste valli con consapevolezza e rispetto e sarà così che alla fine di ogni viaggio scoprirete la bellezza.

Buone scalate


LA SCHEDA
postato da: MauOrme alle ore 12:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:oltre la verticale
venerdì, 24 aprile 2009
Chi ha dimenticato Moana?
I suoi capelli biondi, le sue curve, la sua sensualità.
Moana, la pornoattrice che sapeva muoversi con disinvoltura tra i set cinematigrafici hard e soft-core ed il piccolo e castigato schermo, dove veniva ospitata, intervistata e ascoltata in molte trasmissioni.
Moana Mon Amour: una bella via che si snoda sulle placche della Mandrea ad Arco.
Quali saranno stati i nostri pensieri mentre scalavamo?


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categoria:oltre la verticale
mercoledì, 18 marzo 2009
13-14-15 marzo
QUELLI CHE STANNO A NORD - ultimo report



Io e Daniele saliamo in invernale  e con un bivacco in parete la via Placido Piantoni sulla nord della Presolana Occidentale.
qui trovate l'ultimo report
qui trovate una valanga d'immagini

Un grazie a tutti gli amici che ci hanno sostenuto. Un grazie alla Regina che ci ha ospitato. Un grazie al mio grande amico Daniele “allenarsi” Natali con cui ho condiviso questo ultimo week-end d’inverno.



Il cerchio si è chiuso. La primavera è alle porte e noi siamo pronti a cogliere ogni altra scintilla, ogni altro profumo, per iniziare un altro viaggio
postato da: MauOrme alle ore 13:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:oltre la verticale
lunedì, 16 marzo 2009
Non so se sono più attratto da questi prodotti per il loro fascino estetico o perché sono prodotti da persone che niente hanno a che fare con l’immagine stereotipata che abbiamo dell’artigiano. Qui da noi, un piccolo costruttore lo possiamo immaginare di una certa età, con una officina piena di immagini di Coppi e Gimondi (anche di pettorute pin-up). Alexis Dold ha le braccia tatuate e mi dà l’impressione che preferisca i Minor Threat, i Fugazi o i Pixies a Mina e Gianni Morandi (ma mi posso sbagliare). È questa fusione disassata di tradizione e modernità – il look, l’uso di internet- che rende questa nuova ondata di costruttori così interessanti. Hanno una propensione al dettaglio. Sono telai fatti di dettagli, di scorci imprevisti, di rifiniture quasi decadenti nella loro raffinata inutilità.
Telai come tele, mi verrebbe da dire. O come marmo, o come argilla o come legno. Uno strumento espressivo più che (o solo che) un mezzo di trasporto. O forse un mezzo di trasporto che è anche mezzo di comunicazione. Sta di fatto che ho fatto a Alexis Dold (l’altro 50% si chiama Joe Marchionno) qualche domanda e queste sono le sue risposte.


Villin Cycle Works
postato da: tarantolaorme alle ore 18:44 | Permalink | commenti
categoria:in fuga, impennata, matana
domenica, 15 marzo 2009
Sottacqua tutto è ovattato e rallentato. I suoni assumono una consistenza gelatinosa, i movimenti sono più armoniosi. Materia nella materia, vita nella vita. Un grembo primordiale e assoluto. Così è oggi. Pensiero rarefatto, pace assoluta e religioso stato di benessere. Pollice sulla leva del trigger e ultimo dente, 32x34. Terza salita.
Wikipedia sostiene apertamente che le endorfine rilasciate dal nostro organismo in occasione di intense attività fisiche hanno proprietà analgesiche e fisiologiche simili a quelle della morfina e dell'oppio, ma con portata anche più ampia di queste ultime. A questo punto capisco tutto. Il mio entusiastico desiderio non ha tenuto conto della mia forma fisica. E ora sono a piedi che cammino spingendo la bici su una francescana strada forestale delle foreste casentinesi. Il sole è di un nitidezza primaverile sconcertante. L'aria è frizzante. Il silenzio assoluto interrotto solo dalla cascata di acqua. Suono che nella mia testa pare prolungarsi in un pezzo degli Emerson, Lake & Palmer ascoltato ripetutamente all'alba durante la colazione.
1850 metri di dislivello in ascesa. E altrettanti negativi. Ora però devo arrivare in vetta all'ultima salita. Lo sforzo è blando ma continuo. Sorrido. Sono fuori di testa. E di nuovo sorrido. Si, sorrido dalla fatica. Dalla gioia di essermi svuotato. I quadricipiti sono indolenziti. La testa è leggera e penso di non dovermi fermare se non voglio cadere esausto e passare la notte sul posto. Non credo di aver più un oggettiva identità fisica ma essere anche io parte di questa montagna come le sue rocce, il suo muschio, i suoi alberi.

La pendenza aumenta. Ultimo rettilineo. La pace mi pervade e la fatica è sparita. Il raggi di sole bassi del pomeriggio mi attraversano e mi riempiono di nuova energia. Sono arrivato, ultimo, spingendo per buona parte, ma per me è stata la fuga solitaria più bella della mia triste carriera ciclistica. Grazie endorfine. Vi devo una vittoria.

Photogallery della giornata.
Bagno di Romagna, Parco Nazionale delle foreste casentinesi "3 tre tour"

traccia gps
postato da: tarantolaorme alle ore 23:02 | Permalink | commenti
categoria:impennata
martedì, 10 marzo 2009
Per chi non è del settore (cioè nessuno di voi se state leggendo queste righe) Kent Eriksen è il fondatore di Moots. Dopo averla venduta è ripartito da zero, creando un’azienda che porta il suo nome. Da sempre maestro del titanio, Eriksen continua a lavorare con questo materiale ed offre una linea completa di prodotti, il cui denominatore comune è il design pulito, l’incredibile attenzione ai dettagli ed un generale altissimo livello qualitativo. Abbiamo fatto a Kent alcune domande e queste sono le sue risposte.
postato da: tarantolaorme alle ore 21:48 | Permalink | commenti
categoria:in fuga, impennata, matana
domenica, 08 marzo 2009
Courage è parte della nuova ondata, come dire, neo-minimalista. Neanche a dirlo di Portland, Oregon, alfiere del fatto/poco/ma/fatto/bene, Courage ha vinto in passato al Nahbs il premio come miglior nuovo costruttore. Come di norma in questo genere di prodotto, è il dettaglio che fa la differenza (e che differenza).
Uno stile più a togliere che a mettere, con pochi tocchi e poi questo senso innato dello stile. Non so se sia perchè la sua filosofia si basi su un design di tipo la forma-segue-la funzione (e cioè disegno quello che è utile e poi l’utile diventa bello perché è utile) o se perchè semplicemente gli piaccia così, sta di fatto che questi artigiani più cose tolgono più personalità aggiungono.
Ad Aaron Hayes (fondatore e proprietario) ho fatto qualche domanda e queste qui di seguito sono le sue risposte. Enjoy.
postato da: tarantolaorme alle ore 18:12 | Permalink | commenti
categoria:in fuga, impennata, matana