lunedì, 06 luglio 2009

Sabato 4 luglio: una sgroppata lunga un giorno.
Partiamo al buio da Malga Ciapela. Mentre Piera e Rosa salgono verso la Don Chiscotte io e Dan iniziamo a tribulare sul primo tiro di Tempi Moderni.
Che livello!
Pensare a Mariacher e Jovane che nel 1982 aprono questa super via in quattro tentativi, senza ricorrere alla progressione artificiale, per non parlare di Giordani che la ripete in free-solo, mentre noi arriviamo in cengia stancucci e quindi decidiamo di uscire dalla Diretta Messner.
Che livello!
Pensare a sua maestà Reinhold che nel 1969 in solitaria apre questo itinerario, con due lunghezze notevoli per esposizione e difficoltà.
Quanta storia, quante emozioni, quante persone ... sono passate su queste rocce e noi siamo qui che lentamente saliamo ed immagaziniamo, metabolizziamo, viviamo ciò che sinora erano solo immagini e storie altrui, lette e viste nei libri, sulle riviste o in rete.
Alle 21 siamo in vetta, i temporali ci hanno risparmiato, e iniziamo la discesa, una lunga scivolata sino al Fedaia. Meno male che Rosa e Piera (Non finiremo mai di ringraziarle abbastanza.) sono uscite ben prima di noi (Son troppo forti! Chapeau.) e sono riuscite a scendere al Fedaia e poi in autostop ad andare a recuperare il camperino.
Alle 24 siamo seduti di fronte ad un bel piatto di pasta fumante con vino e birra a volontà, frastornati e stanchi per la lunga ed intensa giornata.
Ora urge tornare per completare la salita anche con la parte alta

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categoria:oltre la verticale
lunedì, 29 giugno 2009



Dalla sosta sotto di me mi esortano a commettere cotanta nefandezza. Giammai!
Il roditore va preservato e protetto, quindi inizio una lunga discussione con il coniglio che c’è in me. Lusinghe e minacce si alternano, scenari di polente fumanti guarnite da un buon sughino vengono minacciosamente richiamati. Al termine lo ho convinto e se ne starà buonino a guardare, sospeso sopra quel vuoto. Ora sono affaracci miei. Mi ritrovo appeso all’ultimo spit del decimo tiro, di Magic Rampit, sopra di me un tetto da rimontare e poi una placca senza alcuna protezione sino in cengia. Ora mi tocca andare avanti, vagliela a raccontare al mio coniglio che ho una certa strizza. Intanto i miei cari soci giù in sosta sghignazzano e mi incitano ad abbattere il roditore. Non senza tremori rimonto il tetto e mi ristabilisco in equilibrio, mi vieto di pensare a cosa potrebbe succedere in caso di volo, anzi mi convinco che tale evenienza è totalmente da esludere, in quanto non si sono mai visti conigli volanti. Un po rigidamente procedo sino alla cengia. Ora si che posso respirare e pure il coniglio finalmente sorride.



Quattro fantastici giorni a spasso per le pareti del Canton Ticino, se al Monte Eus ci eravamo già messi in gioco, la Val Calneggia è stata una gradita sorpresa. Il posto è unico e le placconate infinite di Tis-sa-ack, ci hanno regalato parecchie emozioni, perché in queste onde di gneiss trovare una manetta su cui piegare le falangi è stato praticamente impossibile, tranne  quando abbiamo incrociato il grande strapiombo centrale, ornato a monito anche da un bell’osso femorale pencolante nel vuoto.
Poi ci siamo pure rilassati su Arcobaleno allo Scaladri, mentre ci siamo divertiti al Sasso di Trolcia ripetendo Il Nodo Infinito e scoprendo che poco a destra Renato Casarotto prima e Marco Pedrini poi, hanno lasciato una loro traccia, che prima o poi andremo a ripercorrere.
Infine complimenti a Glauco Cugini che ha messo tutto nero su bianco nella sua guida e complimnti ai tanti chiodatori ticinesi che hanno attrezzato decini di siti e migliaia di tiri, dove ognuno potrà giocare con o senza il proprio roditore.



Buone scalate

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categoria:oltre la verticale
giovedì, 04 giugno 2009
LOCANDINA12giugno2009
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categoria:in fuga
venerdì, 24 aprile 2009
Cliccate qui ecco la banda di ORMEggiati, ritratti da Riky Felderer, mentre si riposano durante una "dura" giornata di lavoro in parete.
L'altro giorno l'ultimo numero di ALP+ occhieggiava in edicola. Con calma l'ho acquistato e lentamente ho iniziato a sfogliarlo a leggerlo. Avete presente la soddisfazione che si prova alla fine di una giornata passata in parete, quando ai suoi piedi si rifà lo zaino, ci si allontana e ci si ferma per voltarsi e guardare la linea appena salita? Proprio quella sensazione di benessere che sale lentamente e si diffonde in tutto il corpo, ho provato nel leggere le cose che io stesso ho scritto e  nel guardare le belle foto che Ryki ha scattato attorno alla Regina.
Infine la ciliegina, quel tocco che ti conferma di avere colto una bella opportunità, la copertina dedicata alla nord, dove Piera ed Elena cavalcano le onde di grigio calare e salgono questa prua maestosa che si inabissa tra le nebbie ed i prati.
Un grazie agli amici ORMEggiati, a Ryki e a Linda.

Inutile dirvi di correre in edicola a procacciarvi questo imperdibile numero.

Alcune immagini gentilmente concesse da Ryki.


DSC_0220

Piera Vitali sull'imponente prua di Miss Mescalina

DSC_0260sogliaMaurizio Panseri sulla storica linea tracciata da Ettore Castglioni dello spigolo Nord-Ovest

DSC_0066-b Un chiodo gioca a nascondino con Daniele Natali sulla Pasini Barbisotti Zanga
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categoria:oltre la verticale
venerdì, 24 aprile 2009
ORME RULEZ direbbe qualcuno.
Ebbene si! La dimensione verticale di Orme oltre alle collaborazioni con le riviste, la produzione di film, ora si mette in gioco anche con la pubblicazione di guide.

Un grazie a Yuri per avermi coinvolto in questa avventura, un grazie a Bruno Quaresima editore di Versante Sud per l'opportunità offertaci. Un grazie a tutti quelli che sfoglieranno questo volume e che verranno a giocare tra le "mie" montagnette.

COP bergamo

VALLI BERGAMASCHE – falesie e vie moderne. Edizioni Versante Sud. 2009

343 pagine per raccogliere poco meno di 3000 lunghezze di corda, sparpagliate sulla pietra di 51 luoghi differenti e ben distribuiti in ogni angolo della nostra provincia. Oltre 50 foto d’azione, cartine, schemi e tabelle per ogni sito. Si passa dai monotiri alle vie di più lunghezze. Cornalba, tra le falesie, fa la parte della prima donna con le sue 148 vie, seguita a ruota da Valgua e Val dei Mulini, entrambe con più di 100 itinerari. Mentre numerose sono le sorprese soprattutto in Val Brembana. Se saliamo in quota sono oltre 100 gli itinerari di più tiri relazionati, ben 66 concentrati nel massiccio della Presolana. La scelta della cosiddette “vie moderne” da inserire è stata ardua, molti sono gli itinerari di stampo alpinistico che abbiamo relazionato, perché riteniamo che la modernità o meno di un itinerario non risieda solo nel fatto che sia attrezzato a spit più o meno distanti, ma nelle modalità con cui si affronta una salita. Le informazioni sulla chiodatura e sull’impegno globale di ogni itinerario sono comunque chiare e permetteranno ad ognuno di fare la scelta più opportuna. Per descrivere le cosiddette “multipitch” abbiamo utilizzato immagini fotografiche delle parete su cui sono stati riportati i tracciati, per ognuno dei quali vengono a margine date notizie sintetiche.

I numeri a volte sono sterili, ma a volte danno la giusta misura di un lavoro svolto, soprattutto da chi ha aperto e chiodato queste tremila lunghezze di corda, persone a cui va il nostro più sentito grazie. I numeri inoltre danno la giusta dimensione di quanto possono offrire all’arrampicatore le Valli Bergamasche, un offerta eterogenea e variegata in grado di soddisfare proprio tutti: da chi porta ad arrampicare i propri bimbi a chi si mette in gioco sul 9a, da chi ama la chiodatura sicura e seriale a chi cerca forti emozioni su grandi pareti in quota.

Agli occhi di molti, si tratta di valli minori, abbracciate dal profondo solco della Valle dell’Adda, e chiuse ad oriente dalla Valle Camonica. Luoghi fuori rotta e che non sono mai stati alla moda. La cerchia montuosa che le chiude, supera a malapena i tremila metri, non vi sono né ghiacciai né cime famose. Le Prealpi Bergamasche e le Alpi Orobiche si offrono senza veli nelle terse giornate d’inverno a chi percorre l’autostrada tra Brescia e Milano, magari diretti verso le Dolomiti o il Monte Bianco. Per attirare l’attenzione del turista, a partire dagli anni “60, dissennati interventi edilizi, colate di cemento e seconde case sempre vuote hanno sfregiato alcuni luoghi tra queste montagne. Ancora oggi si rincorre il miraggio di un dominio sciabile che porterà altre ferite e nessuna ricchezza. Noi speriamo che un giorno capiremo che nelle nostre valli si può vivere diversamente, offrendo la bellezza dei boschi, dei laghi e delle cime, senza imitare modelli di sviluppo non sostenibili che “consumano” in maniera dissennata ed irreversibile le risorse naturali.

Arrampicare nelle valli bergamasche può essere una piccola ma significativa risposta, un modo rispettoso per conoscerle e scoprirne la ricchezza.

La pietra vi meraviglierà, piccole falesie nascoste tra i boschi e maestose strutture in quota, monotiri e lunghe vie su pareti lontane. Principalmente si arrampica su calcare e su dolomia, di tutte le fogge ed inclinazioni. Potrete poi gustare le sensazioni che vi regaleranno le rocce sedimentarie più antiche: Formazione di Collio, Verrucano Lombardo e Conglomerati di Ponteranica. Infine lasciatevi sorprendere anche dai giovani conglomerati di Calusco e di Onore, originatisi dai “recenti” depositi fluvio-glaciali.

Per fare turismo e sport in montagna, seguendo strade differenti, cogliete l’occasione e fatevi accompagnare da questa guida. Percorrerete queste valli con consapevolezza e rispetto e sarà così che alla fine di ogni viaggio scoprirete la bellezza.

Buone scalate


LA SCHEDA
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categoria:oltre la verticale
venerdì, 24 aprile 2009
Chi ha dimenticato Moana?
I suoi capelli biondi, le sue curve, la sua sensualità.
Moana, la pornoattrice che sapeva muoversi con disinvoltura tra i set cinematigrafici hard e soft-core ed il piccolo e castigato schermo, dove veniva ospitata, intervistata e ascoltata in molte trasmissioni.
Moana Mon Amour: una bella via che si snoda sulle placche della Mandrea ad Arco.
Quali saranno stati i nostri pensieri mentre scalavamo?


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categoria:oltre la verticale
mercoledì, 18 marzo 2009
13-14-15 marzo
QUELLI CHE STANNO A NORD - ultimo report



Io e Daniele saliamo in invernale  e con un bivacco in parete la via Placido Piantoni sulla nord della Presolana Occidentale.
qui trovate l'ultimo report
qui trovate una valanga d'immagini

Un grazie a tutti gli amici che ci hanno sostenuto. Un grazie alla Regina che ci ha ospitato. Un grazie al mio grande amico Daniele “allenarsi” Natali con cui ho condiviso questo ultimo week-end d’inverno.



Il cerchio si è chiuso. La primavera è alle porte e noi siamo pronti a cogliere ogni altra scintilla, ogni altro profumo, per iniziare un altro viaggio
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categoria:oltre la verticale
mercoledì, 21 gennaio 2009
Che il DRON sia con voi
Da venerdì sera PERCEZIONI DI NORD iizieranno a travolgervi



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Eccovi le altre date in cui proietteremo QUELLI CHE STANNO A NORD
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categoria:in fuga
lunedì, 29 dicembre 2008
Caminante, son tus huellas
el camino y nada más;
Caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace el camino,
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante no hay camino
sino estelas en la mar.

A. Machado




Viandante, sono le tue orme
la strada, nient'altro;
Viandante, non sei su una strada,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai, si fa la strada
e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Viandante, non hai una strada,
ma solo scie nel mare.


L'altro giorno non avevamo una strada da seguire, ma un immenso mare bianco in cui perderci, dall'alba al tramonto

IMMAGINI
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categoria:nevicata
mercoledì, 12 novembre 2008
Piera e Yuri sono in Patagonia, vogliono salire insieme a Rosy, Batti e Vito, la via Casarotto al Fitz Roy.
E noi ormeggiati che facciamo? Niente! gli teniamo aggiornato il sito con le news che ci mandano dall'altro emisfero.
Eccovi l'ultima e due foto, per le altre e per seguire la spedizione, andate nel blog di Yuri: www.parimba.com

P1010159br

Ciao a tutti!
Siamo nuovamente in paese a El Chalten. Siamo scesi visto che il tempo e' stato brutto per due giorni. Neve e vento fortissimo. Dall'ultimo aggiornamento siamo pero' riusciti a salire fino al Passo Superior... con qualche difficolta' a causa del vento e della molta neve scesa. Questa volta pero' eravamo preparati... abbiamo infatti noleggiato  cinque paia di racchette da neve per riuscire a stare a galla.
Truna scavata e materiale ora al Passo superior. Ora ci serve solo un po' di bel tempo e ... meno vento. Questo vento non permette in alcun modo di salire in parete. Abbiamo chiamato Mr. Gabel, il solito metereologo austriaco che ci fornisce le revisioni piu' aggcorrette. Pare che ci siano due giorni di bel tempo  (venerdi' e sabato) e poi un giorno di brutto. Settimana prossima forse buono da lunedi' a mercoledi' ma dobbiamo risentirlo venderdi' per un aggiornamento. Se fosse veramente cosi' contiamo di salire sabato il primo canale della via e fissare una corda. Per il resto da lunedi' a mercoledi'... sarebbe bello avere almeno la possibilita' di provare.
Si mangia e si beve molto....  continuaiamo a stare tutti bene. Un saluto a tutti.

PB100209br
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categoria:oltre la verticale