giovedì, 23 febbraio 2006
irrequietezzaDifficile da spiegare,
quanto potente
il suo pulsare.
Immobile flusso
d’irrequiete forme glaciali.
Fragorosa irruenza
fissata nel gelo.
Questo sento,
così mi piace sentire
Apparente calma,
a celare il rombo
di una cascata.
Migliaia di gocce,
di sensazioni.
Fianco a fianco.
Flussi d’emozioni,
senza quiete,
precipitano
tra le scure pareti
granitiche
E sognare la pace
di un immobile
specchio d’acqua,
in cui giocare
con il riflesso
della propria immagine.

immagini irrequiete
postato da: MauOrme alle ore 23:32 | Permalink | commenti
categoria:in fuga, granita
giovedì, 23 febbraio 2006

[... Sono larve del precipizio e della dissipazione; ombre che riempiono la valle, le ORME che restano del destino. A volte sono vermi che provocano nausea alla stessa coscenza che li culla e che li crea; altre volte sono spettri, e sinistramente rondano il nulla; altre volte ancora emergono come serpi dalle assurde caverne delle emozioni perdute. Zavorra del falso, non servono ad altro se non farci essere inutili. Sono dubbi dell'abisso che appiattiti nell'animo trascinano pieghe sonnolente e fredde.

sanpiero

Hanno durata di un fumo, passaggio di ORME; e altro non c'è se non l'essere esistiti nella sterile sostanza della consapevolezza che abbiamo avuto di essi. Alcuni sono come l'elemento recondito di un fuoco d'artificio: s'incendia un attimo fra i sogni; e il resto è l'inconsapevolezza della consapevolezza con cui l'abbiamo visto. ...]

Fernando Pessoa, "Il libro dell'inquietudine" Feltrinelli editore

postato da: tarantolaorme alle ore 17:09 | Permalink | commenti
categoria:impennata
martedì, 14 febbraio 2006

Effetti speciali: nella rilassante riviera ligure assopita in un febbraio scintillante,
un pellicano dorato sovrasta alcuni primati che celebrano il trionfo del rotolamento pedivellante. Senza timore di cadere nell'autocelebrazione, con la solita graffiante ironia e una vivacità culturale mai esibita, il Brucio sverna e mette nel ripostiglio la sfiga invernale padana.
Elioterapia: metodo di cura mediante l'esposizione del corpo nudo ai raggi solari.
Terapeutico e Riattivante, alquanto eccitante se associato all'attività da manubrio.

rossola2

Rami di corallo, farinate, corni e vari amuleti associati ad attacchi manubrio cnc forgiati dal pieno, perni da 20mm e bigbetty affamate trasformano il pendio in un solarium d'eccezione. Niente abbronzanti al cocco, basta la dolce sudorazione.
L'auriga di Elio, Figlio del titano Iperìone, che guida l’astro solare da Oriente, indica la via al branco tra giochi di riflessi e insolite prospettive.
Il miraggio della signorina coi tappi di chinotto sui capezzoli è dietro l'angolo.
Ciò che ci rimane è un un mondo bidimensionale [foto] rubato a forza tra controluci ed abbagli.

postato da: tarantolaorme alle ore 10:15 | Permalink | commenti (3)
categoria:impennata
domenica, 12 febbraio 2006

granita-1

Da tempo aveva un desiderio, una voglia, un prurito, ma il vecchio lo allontanava ogni volta da sé, con le scuse più banali, ingannandosi ogni volta, cercando una via di scampo che non lo mettesse con le spalle al muro, schiacciato dall’inconfessato desiderio.
Una granita, un bicchiere di ghiaccio tritato, semplice, fresca, solida acqua.
Scacciava l’immagine ogni qual volta gli si presentasse, ma le tempie restavano a lungo fresche ed il centro della fronte ghiacciato sino a fargli male.
Ma si sa, i vecchi perdono la memoria e con essa i freni inibitori. Anche il colonnello non si sottrasse a questa regola dettata dal tempo, non si ricordava più il perché ed il per come di quelle continue fughe di fronte all’algido mucchietto di ghiaccio tritato.
Non vi dico che gioia pervase le sue intorpidite membra, ma ciò non bastò per renderne lucido il pensiero di quelle fughe interrotte. Si precipitò in cantina alla ricerca degli idonei attrezzi utili per triturare il ghiaccio. Infine li trovò, li spolverò e ne verificò l’affilatura, importantissimo e fondamentale aspetto per ottenere del buon ghiaccio finemente tritato.
Per una buona granita è fondamentale la qualità del ghiaccio, ciancicò tra se il colonnello, che, memore di alcuni spot pubblicitari, immediatamente s’immaginò monti innevati, distese glaciali e flussi ghiacciati.
Baldanzoso parti e si ritrovò ben presto sul fondo di valli ombrose, arrancando nella neve alta, per giungere ai piedi di silenziose cascate pietrificate dal gelo. Già pregustava il momento in cui avrebbe iniziato a triturare quel ghiaccio dalle mille sfumature, una per ogni sapore che già sentiva sulla lingua.
Si guardò attorno, stupito vide altri intenti a macinare ghiaccio, evidentemente molto tempo era passato, i suoi attrezzi erano degni di un museo, ma non si disperò ed inizio a staccare piccole scaglie, lentamente, piano piano, facendo attenzione che si frantumassero bene.
Alla fine della giornata, contento del lavoro svolto e del bel mucchietto, accumulatosi giù la in fondo, si ricordò di avere scordato a casa il bicchiere, il cucchiaino, la cannuccia ed il suo sciroppo preferito: azzurro anice.

GRANITA DELLA CONDOTTA - le immagini

granita-2

 

 

 

 

postato da: MauOrme alle ore 17:22 | Permalink | commenti
categoria:granita
mercoledì, 08 febbraio 2006



L'adrenalina aveva preso il sopravvento, le dita scorrevano sui tasti, iscrizione, bonifico, conferma.
Sei iscritto!
Un'altra volta l'avventura della maratona, lo sfinimento del corpo che ti lascia una sensazione unica, di gioia, di soddisfazione, di "ancora, di nuovo"…
Così senza pensare ti sei iscritto.
Ma non c'era quella questione del viaggio? Quand'era?
Bho, quella bastarda dell'adrenalina ti ha fregato, non ti ha lasciato il tempo, la forza di pensare…
Non è che forse….ma….CAVOLI, il Sud ti reclama, proprio in quel periodo, non sia mai che ti tocca tornare per Lei, perché Roma, non Venezia o addirittura New York.?
Ma sì, una mail e tutto è rinviato di un anno, il Sud non è un occasione da perdere, Orme VUOLE andare vedere, annusare, vivere.




Dal 11 al 25 marzo: Sud Africa, su questi schermi.
Stay tuned!


Foto da www.southafrica.net
postato da: SergioOrme alle ore 10:33 | Permalink | commenti
categoria:born to run, in fuga
domenica, 05 febbraio 2006

Quando si ricerca lo stile,
quando quello che importa è quella sensazione,
quando senti parte di te quell'incrocio di tubi che hai sotto al culo
allora è inutile desiderare di essere dall'altra parte del mondo.
Canada, Moab o chissa cos'altro non importano...

salto1

basta guardarsi bene attorno e usare la fantasia.
Ce lo hanno insegnato tre ragazzi sabato mattina.
Può capitare di passare per la milionesima volta in un posto che già si conosce e accorgesi in reltà di non averlo mai visto.
Così ci siamo resi conto che un noiosissimo trasferimento su asfalto può offrire una bella rampa naturale perfetta per sognare...
E ce l'avevamo da anni sotto al naso.

salto2

Un grazie speciale ai 3 ragazzi incontrati; speriamo che le immagini pubblicate possano ricambiare il vostro regalo.

postato da: tarantolaorme alle ore 20:47 | Permalink | commenti (4)
categoria:impennata
mercoledì, 01 febbraio 2006

polvereVi ricordate? Si proprio lei, la canzone di Cindy Lauper.
Scordatevela! Andate oltre.
Miles Davis? Vi dice niente questo nome? Se la risposta è negativa, peggio per voi.
Andiamo oltre.
Giugno 1989. Mettete nelle mani del signor Davis, la melodia della Lauper. Immaginatevelo solo con la sua tromba, immaginatelo solo al centro di un fascio di luce, immaginatevelo solo nel buio abitato da centinaia di persone che trattengono il fiato, immaginatevelo.
Esplorazione di territori apparentemente conosciuti, ma completamente vergini agli occhi di chi va oltre la soglia dell’apparenza.
Lui chino che soffia nella sua tromba, elettrica. Volta dopo volta la melodia si dilata, le note fluiscono e saturano l’atmosfera, leggere come fiocchi di neve, magiche come cristalli perfetti, impalpabili come lievi architetture di gelo.
Il basso scandisce il tempo, ovattato e lontano, costole sinuose di nera roccia; preciso e vicino, profili taglienti d’immobili boschi. Le spazzole frusciano sulle pelli e sui piatti, la neve geme e sospira per ogni carezza che mi concede di donarle.
Time after time: 9 minuti e 45 secondi di perfezione. Il tempo perfetto per una suite sospesa ed eterea, il tempo ideale per una manciata di curve forse solo immaginate, il tempo perfetto per un ricamo impalpabile.
E ciò che resta, volta dopo volta, è solo neve, perfezione pura, infantile stupore, forse … gioia.

 musica

 

Time after time - Cima Timogno - Fotogallery

“Time after Time” Cindy Lauper, 1984
“Time after Time” Miles Davis, 1989
postato da: MauOrme alle ore 00:43 | Permalink | commenti
categoria:nevicata, in fuga