domenica, 29 ottobre 2006

“...mentre i doganieri rovistano tra le mie valigie, sento che tentano di aprire la mia mente, alla ricerca di un contrabbando di sogni e di memorie proibite;
J. C. Ballard


sciB

Un susseguirsi di immagini mi ripercorrono ora più che vive che mai. La catena che scivola sul trentaquattro. La luce di questo ottobre radente e incredibilmente dorata. I mughi che disegnano seducenti gimkane sui prati. La mente dolcemente intorpidita dallo sforzo.

sciB

Di nuovo al confine. Stiamo per rientrare. Contrabbando di sogni. Nello "stato" normale è vietato riportare queste memorie: sensazioni troppo vive per rientrare nei piccoli spazi di ogni giorno.

sciB

Trattengo il fiato, per l'ennesima volta passo il confine e mi rimetto buono buono al mio posto. Pochi lo sanno, ma anche questa volta il contrabbando è riuscito: un piccolo e prezioso cofanetto di sogni mi riaccompagnerà e sfamerà le mie fauci sino al prossimo assaggio di terra proibita.

Prealpi Veronesi - Cima Carega m.2238 - le immagini

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domenica, 22 ottobre 2006

Il Randagio ha colpito di nuovo! Come è il suo solito, anche questa volta ha visto davvero avanti e ha messo in piedi tra le montagne di Fanano uno degli appuntamenti più fuori dalle righe della stagione. Ma facciamo un passo indietro. Per chi ha il naso nel mondo della mountain bike il Randagio è solo uno: Pippo Marani meglio conosciuto appunto come il Randagio Doc.

sciB

Pippo è un vero pioniere della DH in Italia, ma soprattutto è conosciuto per l'entusiasmo, la festa ed il clima "goliardico" che diffonde negli ambienti dei campi di gara. Il Randagio non è solo festa; fu campione europeo nel 1988 di Bmx, negli anni ’90 approda alla down hill, dove arriva sesto al campionato europeo del 1994, e giunge ancora sesto, dieci anni dopo, agli europei che si sono svolti nel giugno 2004 in Val di Sole.
Questa volta, per la sua tradizionale giornata di festa annuale che ormai per gli appassionati è imperdibile, ha messo in piedi un rally con diverse prove speciali alcune in discesa altre in salita. Tratti cronometrati, partenze modello Le Mans, tante risate per una giornata davvero unica! Più che una gara, una festa alla "Randagio Doc".

Alcune immagini dall'occhio di orme

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mercoledì, 11 ottobre 2006

“Aveva ragione, ciascuno ottiene solo quello che è alla portata della sua mente, nient’altro.”
Messaggi dall’oscurità – Alicia Giménez Bartlett



dal_basso1Ho sempre amato questa città. Questione di prospettive.
Giungerci in una mattina feriale. Traffico, capannoni, … caos. Alzare lentamente lo sguardo ed oltre i palazzi, i tetti ed i tralicci trovare immobili, accarezzate dai primi raggi di sole, le mie montagne, le pareti tra cui ho mosso i miei primi passi verticali.
Clacson e motori, polveri e smog. Entro in edicola, ne esco con una rivista tra le mani, mi guardo attorno e mi dirigo al bar vicino. Mentre attendo un amico, sorseggio un caffè e sfoglio le pagine patinate ma l’attenzione non riesce a fermarsi sulle immagini e sulle parole. dal_basso2Vengo continuamente distratto dalla gente che entra e che esce, che si ferma brevemente al bancone, che scambia due chiacchiere con il barista, che frettolosa paga e va a lavorare. Mi piace osservare e cercare d’indovinare come si è svegliata quella ragazza, cosa farà fra un’ora quel signore distinto, dove lavora la signora con l’aspetto di chi ha dormito male, come vive il tipo che ha lasciato il suo cane fuori. Immaginare ciò che non saprò mai.
La porta si apre nuovamente, il mio sguardo si alza, il nuovo arrivato non è uno sconosciuto, ma il caro amico di tante avventure. Lo aspettavo, è lui la persona con cui condividerò questa nuova giornata a caccia di sogni.
Un saluto, un sorriso, un altro caffé e iniziamo a chiacchierare. Usciamo. Fuori, gli sguardi si alzano verso le pareti calcaree e definiamo dove andremo a giocare, a goderci questa giornata rubata al lavoro.
salendoHo sempre amato questa città. Prendere quota e salire verso le sue montagne, cambiare prospettiva, non dovere più alzare lo sguardo, ma essere obbligati a sporgersi e guardare in giù. Godere del vuoto, percepire il brontolio sordo che sale da quel formicaio, apprezzare il netto contrasto tra il mondo urbano ed il mondo naturale. I tornanti dei Resinelli si srotolano fluidi, come le parole che colmano il tempo passato dall’ultimo incontro. Con calma ritrovo luoghi e persone che hanno lasciato un segno e continuano a regalarmi emozioni, mi sento in pace con me stesso, pronto a rincorrere i sogni che la mente crea.
dallHo sempre amato queste montagne. Questione di prospettive.
Questa volta si parte dall’alto, tuffandoci nel vuoto, per potere poi salire con gioia, fatica e piacere; trovandoci infine nuovamente tra i faggi, camminando verso l’auto, mentre le parole fluiscono e si intrecciano, segnando strade, indicando direzioni, che prima o poi, imboccheremo.
vuoto
Lecchese, Forcellino, Criss-Cross - la fotogallery
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categoria:oltre la verticale
domenica, 08 ottobre 2006

"non sono niente
non sarò mai niente
non posso volere essere niente
a parte ciò, ho in me tutti i sogni del mondo"
F. Pessoa

Stanco finalmente stanco.
Spossato come non mi sentivo da tempo, ne avevo proprio bisogno ... che liberazione ...
Sentire l'acido che risale nelle gambe, mentre, verso casa, salgo la rampa di scale, dopo avere riposto la bicicletta in cantina ... libidine ed appagamento.
Ormai è buio, nello zainetto giace "il poeta è un fingitore" di Pessoa, i colori e la luce vibrano nelle mie cellule, iniettano le mie pupille.
Breve ed intenso, rapido e leggero. Tre ore e mezzo di pura azione psicofisica.
Le donne chiacchierano assorte, crogiolandosi al sole. I bimbi giocano e crescono, velocemente. Mi rotolo pigramente sul divano. cornapiatta3La bici è appoggiata al muro, il casco e lo zaino abbandonati sul pavimento e le scarpe non so dove. Lo sguardo si perde oltre la finestra aperta, tra il giallo dell’erba e l'azzurro del cielo, rincorrendo l'autunnale profilo di un giovane castagno, piantato li, dal caso. Mi perdo nello sfumare del fogliame, esplorando infinite scale cromatiche. Esplosioni sferiche di spine, verdi ed ocra, partoriscono lucidi e gonfi frutti. La mano accarezza curiosa la montagna di libri e riviste ammassata sul tavolino. Mi piace curiosare le segrete letture degli amici. Mi ritrovo a leggere casualmente un piccolo libro, mi interrompo ascolto le calde voci delle donne ed il vociare innocente dei cuccioli. Torno a scrutare il cielo, oltre il profilo boscoso del crinale. Le mani stringono il libro, tra pollice ed indice sfoglio velocemente le pagine, come un mazzo di carte, il soffio profumato della carta, vecchia ed ingiallita, mi sfiora le narici. Apro a caso e leggo. Poesia o sogno tra le pagine. Finzione o realtà oltre la finestra?
Mi alzo raccolgo lo zaino, recupero le scarpe ed infilo il casco. Esco. ll sole oltre lo zenit mi ferisce gli occhi, mostro il piccolo volumetto alla sua padrona e lo metto nello zaino. Lei fa un cenno d'assenso e mi racconta la strana storia, sua, di quel libro. Saluto. Prendo la bici e parto.
cornpiatta4Poco meno di quattro ore mi separano dal tramonto, la voglia di sfinirsi è dirompente, il desiderio di fare vagare la mente, libera dall'azione impellente di un corpo, dilaga. Si sale, scendo e spingo tra fango e ricci, pedalo tra castagne e foglie, sono presto in cima, al tepore del sole. Mi fermo un attimo, una mela ed il libro escono dallo zaino, due frasi mi colpiscono tra gli occhi, mentre metto le protezioni e sto già scendendo. Lame di luce filtrano tra i rami, la ruota scorre veloce su un fondo di terra compatta e leggermente umida, inabissandosi nella foschia della vicina pianura. Curve in appoggio si susseguono a brevi tratti rocciosi, per lasciare spazio a lunghi toboggan mai troppo ripidi, in cui è bello farsi cullare e cogliere ogni occasione per staccarsi dal suolo. Salgo, lungo una ripida e diritta strada che non conosce curve. Sudato ed in affanno, con il sole che mi scalda la schiena, giungo sul crinale. cornapiatta4Il lato oscuro mi attende ed il gioco si ripete. Dallo zaino escono come per incanto protezioni ed un volumetto, la sella è presto abbassata. Nastri di lettere si dipanano nel profondo della mente, la ruota scivola sul fango e sulle foglie umide. Lunghe derapate con la certezza che non ci sarà un arresto. Il bosco si chiude, si abbatte, mi obbliga al suo gioco di decomposizione ed ombra. Un odore organico mi satura le narici ed il fango si incolla su ogni superficie. Oltre il torrente ritorno alla luce, mi libero dalle bardature e pedalo sull'asfalto caldo di sole, pezzi di fango si liberano allegri nell'aria, lasciando i miei copertoni. Un'altra salita mi attende, al termine del nastro d'asfalto, un caffè anarchico e gratuito mi ristora, due chiacchiere ed il sentiero mi aspetta. Si proprio lui il sentiero su cui si vorrebbe solo scendere, oggi sarà la mia salita. Spingo, arranco, pedalo e rispingo. Sono stanco, felicemente stanco, il sole è basso sempre più basso, il tempo incalza, i tigli bruciano rossi come torce e gareggiano con i faggi che coprono gli altri crinali. Percepisco chiaramente il mio corpo affaticato ed il sapore del caffè sul palato. Queste sono le sensazioni che mi rendono vivo, queste giornate di ozio e di azione. Anarchiche, imprevedibili, al di là di ogni programma e di ogni previsione. cornapiatta2La mente viaggia e sono tra i casolari di Salmezza. Nei pressi della sorgente me ne sto sdraiato su un prato, la bici abbandonata, lo zaino aperto ed il profumo di una mela che mi avvolge il viso, mentre la sgranocchio, lasciando che il sugo mi coli dalle labbra. Apro a caso, una pagina nuova : "non sono niente ....." resto fulminato, con la bocca aperta, il boccone in bilico, il frutto nell'altra mano. Sono già bardato, ma il niente ed il sogno si rincorrono da un capo all'altro del mio stomaco, mischiandosi con i colori e la luce che continuo a trangugiare come acqua di fonte. Il corpo è teso, la stanchezza mi cura come un gatto sornione, la discesa è tecnica, ripida e rocciosa, proprio come amo, al limite di ogni equilibrio. Ma il sole oggi ha scaldato per bene la pietra asciugandola, i tasselli aderiscono come le parole di queste poesia nella mia mente.
Le antiche case del Castello mi accolgono.Non posso tornare prima di essere salito alla Corna Piatta: un posto magico, unico, una cima su cui nascondersi tra brughi, rade betulle dorate ed il cielo tutto attorno. Solitamente pedalo, su per questi prati, ma la stanchezza è troppa, spingo la bici, all'ombra della montagna, veloce, sempre più veloce, il sole oltre la cima sta calando tra le foschie della pianura. Non voglio che se ne vada senza avere la possibilità di salutarlo. L'aria è fredda, il sudore cola lungo la schiena, brividi. cornapiatta1Eccomi, alzo il capo in questo angolo di paradiso, come un rito mi abbandono nel solito punto, mi guardo attorno, questa è la mia casa. Ringrazio e saluto il sole, che mi regala una manciata di minuti per mangiarmi l'ultima mela e sfogliare ancora qualche pagina. L'oscurità avanza, ma la luce, il calore, i colori di questa giornata, sostengono il mio corpo e drogano la mia mente. L'ultima discesa, la più lunga e la più impegnativa mi chiama, non mi faccio attendere, lei premurosa mi accompagna nella mia piccola casa, dai miei cuccioli, dal mio amore.
Stanco finalmente stanco.
Spossato come non mi sentivo da tempo ripongo la bicicletta in cantina.

Corna Piatta (Valle Seriana) la Photogallery, le citazioni sono tratte da “Il poeta è un fingitore” di Fernando Pessoa – Edizione Feltrinelli

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categoria:in fuga, impennata
mercoledì, 04 ottobre 2006

contributo di Carletto - Orme.tv

sciB

In una calda giornata di fine settembre Orme lascia una traccia nell’atelier del titanio, protagonista l’amico Darren Mark Crisp.
www.crisptitanium.com
Un pazzo uomo americano che per amore e per passione, sulle colline toscane tra rondini e titanio, progetta e assembla stupendi monumenti ciclistici con una passione d’altri tempi. L’artigiano tosco-americano nel silenzio delle verdi colline ricoperte di ulivi e vigneti a ritmo di musica manipola, forgia e salda i migliori tubi di nobile metallo dando forma a spettacolari biciclette che sono il sogno di qualsiasi amante.
Gli fanno compagnia le rondini che volteggiano e nidificano sui soffitti del laboratorio, il fido amico dell’uomo il cane Oscar e la splendida figlia Matilde “Speedy Peeks”. Con questa armonia e le idee raccolte tra States e Italia vengono realizzate le sue opere, un perfetto mix di tecnologia e manualita’ che gli permettono di accontentare anche i clienti piu’ esigenti. La ricerca della raffinatezza e dei particolari fanno di Crisp un punto di riferimento nel panorama del nostro stivale. Il rapporto cliente-costruttore e’ talmente diretto e squisitamente sincero, trasparente, che ti sembra di colloquiare con un amico intimo sul sogno della tua bici ideale.
In un momento dove la standardizzazione, la globalizzazione e il profitto tendono a proporre prodotti sempre piu’ anonimi e privi di personalita’ da Crisp ritrovi sapori dimenticati. La mente di Crisp si e’ modellata prendendo il meglio della cultura Usa e il meglio di quella Italiana, l’uomo si e’ trapiantato per amore in toscana, vive, crea e si confronta con il mondo.
Sulle blasonate e desiderate bici d’oltre oceano troviamo sempre la scritta dell’orgoglioso popolo americano “made in Usa”, su quelle di Crisp “Handcrafted in Castiglion Fiorentino” ma a noi piacerebbe etichettarle “Handmade with Passion in Tuscany by a Crazy American Man”. Sulle note di Sinnerman (Nina Simone – RCA/BMG) profuse dagli altoparlanti della nostra auto facciamo rientro alla base ma ad occhi aperti la mente vola e sogna la celeste visione di trovare nel garage di casa una creatura di Crisp da poter domare sul trail preferito.

Alcune immagini della nostra visita... tra rondini e titanio

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categoria:in fuga, impennata
lunedì, 02 ottobre 2006

contributo di Ivo Ferrari

La cosa che ricorderò con più piacere, di questa mia fuga infrasettimanale tra i monti, è il Libro di via lasciato nella nicchia al termine del decimo tiro. Una via nuova, un libro nuovo, bianco e senza giudizi, bianco senza approvazioni e condanne!
Sono rimasto fermo un bel po’ a contemplarlo, non trovavo la frase giusta da scrivere, ero invaso da gioia euforica per la vicinanza alla Cima e da ammirazione e stupore per il fatto di trovarmi tra le mani carta bianca, simbolo che ancora oggi, unendo passione e fantasia, si possono tracciare linee belle su montagne fantastiche!
Sono partito col buio, dopo aver passato la notte nel saccopiuma all’interno della macchina di Federica. Sono partito carico e motivato, sentivo la voglia  di scalare libero nel silenzio di un Martedì di Settembre…

Non sto a raccontare i tiri, l’appiglio di destra o di sinistra, non si possono raccontare le sensazioni, le parole dette a voce alta, i discorsi con il Vento, tutto questo è solo mio. Non ho voluto un compagno in questo Martedì di Settembre, perché volevo essere(e ci sono riuscito) egoista.

La cosa che ricorderò con piacere sarà il Libro di via…..simbolo che si continua, che si può continuare………

Photogallery


Presolana di Castione
Parete Ovest
Via “IN CAMMINO CON MARCO E CORNELIO”
Ennio Spiranelli e Giangi Angeloni 9-10 Settembre 2006

Ivo ferrari (solo) Martedi  19 Settembre

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categoria:oltre la verticale
domenica, 01 ottobre 2006

sciB

Per dilettarsi, sovente, le ciurme
catturano degli àlbatri, marini
grandi uccelli, che seguono, indolenti
compagni di viaggio, il bastimento
che scivolando va su amari abissi.
E li hanno appena sulla tolda posti
che questi re dell'azzurro abbandonano,
netti e vergognosi, ai loro fianchi
miseramente, come remi, inerti
le candide e grandi ali. Com'è goffo
e imbelle questo alato viaggiatore!
Lui, poco fa sì bello, com'è brutto
e comico! Qualcuno con la pipa
il becco qui gli stuzzica; là un altro
l'infermo che volava, zoppicando deride.
Come il principe dei nembi
è il Poeta; che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell'arciere: ma esiliato
sulla terra, fra scherni, camminare
non può per le sue ali di gigante.

Charles Baudelaire, L'albatro, da "I fiori del male"

Contributo di Traccia, a spasso tra alpi e appennino..

postato da: tarantolaorme alle ore 22:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:impennata