giovedì, 23 novembre 2006

In questo lungo tempo di silenzio e riflessione mi sono concentrato a sviluppare una "droga" veramente speciale, la quale non teme eguali: l'adrenalina, una dolce senzazione di potenza e paura che ti attraversa il corpo quando chiudi un trick grosso....
ve ne invio un assaggio a 360°

sciB

Contributo di Niko.

La compagnia di orme si congratula per la conquista!

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martedì, 21 novembre 2006

[ .... Per me PEDALARE è disprezzarmi; ma non posso smettere di PEDALARE. PEDALARE è come la droga che odio e che prendo, il vizio che disprezzo e in cui vivo. Ci sono veleni necessari, e ce ne sono di sottilissimi composti di ingredienti dell'anima; erbe colte nei canti delle rovine dei sogni, papaveri neri trovati vicino alle tombe [ .... ] , lunghe foglie di alberi osceni che agitano i loro rami sulle rive sentite dei fiumi infernali dell'anima.
Sì, PEDALARE significa perdermi, ma tutti si perdono, perchè tutto è perdita. ....]

Fernando Pessoa, Il libro dell'Inquietudine (tratto modificato dal sottoscritto monomaniaco)

sciB

Eccovi un'immagine del vizio,
da gustare a pieno monitor (Wallpaper 1024x768pixel).
San Piero in Bagno, Forlì , un novembre qualsiasi - foto Ivo

postato da: tarantolaorme alle ore 15:55 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 15 novembre 2006

sciB

"Incidere una canzone è come catturare un passero: devi farlo senza rischiare di ucciderlo. A volte per la fretta di trasferire una canzone su disco ti resta in mano con un pugno di piume, e il passero, cioè la canzone, è volato via".
Solo qualche giorno fà leggevo questa risposta che Tom Waits dava durante un intervista ad un giornalista di Repubblica e sorridevo allo stesso tempo; in fondo io è da un pò che cerco di catturare passeri.

sciB

Non scrivo canzoni, ma salgo in alto su una montagna, spinto probabilmente dalla stessa misteriosa energia che muove la penna di Waits. In vetta la frenesia elettrizza il pensiero, e diventa necessario buttarsi a capofitto nella discesa convinti di placare la voracità. Correndo sempre più veloce non mi rendo invece conto che sto perdendo la maestosità dell'ambiente che mi circonda, la sua essenza ed il suo respiro. Urlo, mi dimeno e cerco di entrare in un ritmo che soltanto posso intuire ma che sfiora il mio desiderio. Sono in fondo, ho attraversato un forziere e nel tentativo di cogliere ogni cosa mi trovo invece a mani vuote.
Poche note, soltanto un accenno di melodia. Il passero se ne è volato via e quello che rimane è solo un pugno di piume.
Isola D'elba. Costa del Sole. 4 novembre

postato da: tarantolaorme alle ore 00:18 | Permalink | commenti (6)
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martedì, 14 novembre 2006

vetta
Una fuga pomeridiana
Futile istante

Impellente e necessario
Una boccata d'aria fresca
Colori di un autunno avanzato
La fatica ed il sudore
Silenzio ...
E sei in cima
Sole basso e luce radente
Un lungo crinale ti aspetta
Sprofondando nell'ombra

tramonto1

Pizzo Formico ... le immagini

postato da: MauOrme alle ore 23:36 | Permalink | commenti
categoria:impennata
giovedì, 09 novembre 2006

sciB

“Its been a bad day.
Please don't take a picture
Its been a bad day.
Please"
Bad day - REM


sciB

Il duro lavoro del "maestro" in un assonato ma splendente mercoledì...
Chi pensa ancora che questo mercoledì sia stata una cattiva giornata?

postato da: tarantolaorme alle ore 17:38 | Permalink | commenti
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martedì, 07 novembre 2006


Stra, Villa Pisani, ci sei caduto ancora.
L'autunno della Riviera del Brenta è pronto ad accogliere quasi la metà delle falcate che ti separano da Riva dei Sette Martiri, il Brenta con il suo corso sinuoso, le spettacolari ville è lì, aspetta solo te. (chissà chi erano i sette martiri?)
La mattina è dedicata ai corridori, niente auto, niente moto, solo turisti, con la passione della corsa.
Il tempo tiene. Qualche raggio di sole filtra tra le nubi, la riviera ci accoglie benevola.
La mezza ci consegna alla zona industriale di Marghera, con i suoi chilometri di tubi e i suoi vapori.
Qualche decina di minuti e si entra nel grazioso centro di Mestre, la fatica comincia a farsi sentire, il fatidico muro dei 30 km è sopra una montagna di rifiuti, bonificata con un bel parco.
Poi comincia Il Ponte, lungo, ma con le sagome di Venezia in vista.



La Fatica oramai ce l'hai attaccata ai piedi e continua a spiegarti che correre non fa più per te, ogni tanto le dai ascolto…
Venezia, cosa vi viene in mente?
Ok, sì chiese, poi? Va bene, anche le "ombre", ma poi?!?! Ponti! Esatto ponti, 14 ponti  ti separano dall'arrivo, tutti con la loro passerella per evitare i gradini…tutti meno uno il più alto, uno degli ultimi….
Il più emozionante è quello di barche, che attraversa il Canal Grande, verso S. Marco.


Dopo l'arrivo, trovi la tua borsa, lasciata ad oltre 40 km di distanza, è come entrare a casa e ritrovare le tue cose, anche questa volta sei tornato.
Alla prossima!

Orme non corre con l'i-Pod, Orme vuole sentire, ascoltare, vivere i rumori; vedere, osservare, gioire i colori; annusare, assaggiare, assaporare gli odori…
postato da: SergioOrme alle ore 11:34 | Permalink | commenti
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venerdì, 03 novembre 2006

Tra corbezzoli e granito...  si continua.

l'occhio di orme

postato da: tarantolaorme alle ore 22:31 | Permalink | commenti
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giovedì, 02 novembre 2006

Ombre di facce facce di marinai

da dove venite dov'è che andate

da un posto dove la luna si mostra nuda

e la notte ci ha puntato il coltello alla gola

e a montare l'asino c'è rimasto Dio

il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido

usciamo dal mare per asciugare le ossa dell'Andrea

alla fontana dei colombi nella casa di pietra

E nella casa di pietra chi ci sarà

nella casa dell'Andrea che non è marinaio

gente di Lugano facce da tagliaborse

quelli che della spigola preferiscono l'ala

ragazze di famiglia, odore di buono

che puoi guardarle senza preservativo

E a queste pance vuote cosa gli darà

cose da bere, cose da mangiare

frittura di pesciolini, bianco di Portofino

cervelli di agnello nello stesso vino

lasagne da tagliare ai quattro sughi

posticcio in agrodolce di lepre di tegole

E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli

emigranti della risata con i chiodi negli occhi

finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere

fratello dei garofani e delle ragazze

padrone della corda marcia d'acqua e di sale

che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare.

 

Fabrizio De Andre'

Approdati sull'isola dei desideri, sfuggendo alle nebbie padane, un manipolo di eroi sono alla ricerca delle crueze de ma.... rimanete sintonizzati.

alcuni assaggi

 

 

postato da: tarantolaorme alle ore 22:23 | Permalink | commenti (1)
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