sabato, 27 gennaio 2007

“Papà. Questa musica è come un bosco che brucia e poi rinasce.”
Le mani sul volante, mi volto verso il mio cucciolo, curioso.
“Perché – continua lui - è triste come un bosco che brucia ed è bella come un bosco che rinasce”
Resto zitto, sorpreso.
Fuori è buio, la strada scorre sotto i fasci di luce.
La musica fluisce, le note del pianoforte disegnano profili di monti che fra poco si tingeranno nell’alba.
”Hei Piccolo! Ti piace.”
“Si”

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Divenire. Non un semplice infinito, ma sorgente di infiniti significati, in cui perdersi.
Mi sembra di fluttuare, le note diventano neve, l’armonia diventa la fitta trama dei boschi, il suono è una grande montagna che si trasforma e ci avvolge.
La strada ci conduce tra i monti, la magia della musica e la magia della neve ci rapiscono.
Un nuovo giorno ha inizio.

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“Divenire” Ludovico Einaudi - DECCA 2006

postato da: MauOrme alle ore 22:19 | Permalink | commenti
categoria:nevicata
giovedì, 25 gennaio 2007
Gelo:
stagione del candore
per le più variate nevi
mille stelle sorelle
verso me prendono il cammino

“Andrea Zanzotto”


IL GEOMETRA DELLE STALATTITI
Era convinto. Profondamente convinto. Sinceramente convinto.
Tutto doveva rispondere ad una logica ferrea.
Da che mondo e mondo le stalattiti dovevano scendere a piombo.
Non ammetteva un fuori bolla, la gravità era scienza e non fantascienza.
Ma quella mattina andò in confusione.
Immagini di flussi glaciali, scorrevano sul suo monitor.
Più 15°. Più 32°. Più 8°. Iniziò a ruotare immagini. Iniziò a dare numeri.
Quelle maledette stalattiti di acqua gelata, dovevano stare a piombo, rigorosamente attratte dalla forza di gravità, la fisica non era un opinione.
Mentre ne sistemava un gruppetto in alto a destra, quella frangia irriverente sulla sinistra lo sbeffeggiava puntando verso il cielo.
Diamine che succedeva! La terra sotto i piedi cedeva, franava.
Lo stipite della porta s’inclinava minaccioso.
Nessuna certezza lo sorreggeva più.
Tutto fluiva attorno, come acqua.
Un rumore sordo cresceva dentro e attorno a lui, una cascata fragorosa.
Improvvisamente gelo e silenzio.
Strani attrezzi ai piedi e alle mani.
Attorno fantastiche frange di ghiaccio,
fantasiose stalattiti si accavallavano giocando tra loro.
Senza alto ne basso.
Senza gravità.
Senza leggi.
Non era più un geometra.
Ora era un poeta:
del gelo,
del candore,
delle stelle.
Un poeta che aspettava …
IL RITORNO DELLA NOTTE

Immagini senza ritorno …

IL RITORNO DELLA NOTTE - wallpaper

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categoria:in fuga, granita
domenica, 21 gennaio 2007

sciB

“Sentire il corpo, ascoltarlo muoversi, sentirne i lamenti e scoprirne i punti forti, sentirsi con il corpo dentro il paesaggio e confondere la fatica della pedalata con la fatica della terra che gira su se stessa e poi intorno al sole fino a girare come se fosse un anello della concatenazione dei satelliti e delle stelle degli elettroni e dei nuclei e scoprire nel movimento rotondo la chiave del movimento in avanti.
Lorenzo Jovanottti, Il grande Boh, Feltrinelli


sciB

Stiamo iniziando questa nuova avventura chiamata singlespeed.
Per ora due righe tratte dal "Grande Boh" rispecchiano a pieno quello che ci frullava per la testa.

sciB

Vi aggiorneremo sul seguito...

postato da: tarantolaorme alle ore 16:19 | Permalink | commenti
categoria:impennata
martedì, 16 gennaio 2007

Lasciamo ai giornali e alla TV le storie sul clima impazzito.
Lasciamo parlare tuttologi in cerca di una vetrina e giornalisti a corto di notizie.
006E' vero che le nostre generazioni stanno massacrando la madre terra, avvelenando la biosfera di cui siamo il più stupido elemento vivente, ma di inverni asciutti e tiepidi ce ne son stati dalla notte dei tempi e ce ne saranno in futuri più o meno prossimi.
Ora invece che perder tempo a far statistiche e rimescolare nel pentolone inutili e triti luoghi comuni sulle stagioni, dovremmo affrontare il problema di uno sviluppo sostenibile, dalle nostre piccole azioni quotidiane, alle scelte strutturali che competono ai "potenti".
Le storie da bar sul clima impazzito non fan altro che distogliere l'attenzione dal vero problema: quanto l'ignorante homo sapiens stia distruggendo gli ecosistemi idonei alla sua stessa vita.
028A noi l'inverno piace, anche se tiepido. A noi questo mondo piace, anche se impazzito.
Continuiamo quindi ad accarezzarne i fianchi con le nostre spatole. Continuiamo quindi a credere che siamo solo piccoli, presuntuosi ed insignificanti puntini sulla crosta di questo pianeta.

Un po di sci in spalla non hanno mai ammazzato nessuno. A Valcanale (Valseriana -Bg) sopra i 1350 m l'innevamento è buono, l'ambiente è superbo. La Corna Piana ed il Pizzo Arera aspettano tutti coloro che credono nell'inverno.

WALLPAPER D'INVERNO

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categoria:nevicata
lunedì, 15 gennaio 2007

sciB

[...
ma sono già stato qui
in qualche altro incanto
sono già stato qui
mi riconosco il passo

il passo di chi è partito per non ritornare
e si guarda i piedi e la strada bianca
la strada e i piedi che tanto il resto manca
e dietro neanche un saluto da dimenticare
dietro soltanto il cielo agli occhi e basta
...]

Gianmaria Testa - Da Questa Parte Del Mare (2006) -Il Passo E L'incanto

sciB

Immagini

wallpaper da manubrio

wallpaper controluce

Bagno di Romagna, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
13 gennaio 2007

postato da: tarantolaorme alle ore 10:16 | Permalink | commenti
categoria:impennata
lunedì, 08 gennaio 2007

Non mi sono armato di trappole. Li ho inseguiti cercando di aggrapparmi alla loro coda che fluida e felice scorreva tra i faggi bassi e tormentati dal vento.
Nessuna crosta di formaggio.
Questi sorci verdastri hanno riservato per oggi una prelibatezza: una gruviera speciale dal sapore corposo e dalla pasta morbida, da assaporare ed esplorare in ogni suo buco: il Nerone.

sciB

Un formaggio non di stagione, che va meditato nei suoi oltre 1500 metri di quota, assaporato poco per volta, lasciando che la saliva svolga il suo compito, masticandolo lentamente.

sciB

Al palato profumi di sottobosco, una struttura morbida-friabile e il sapore dolce con rilevante piccantezza da apprezzare soprattutto nei secchi tornanti che spezzano l'aroma ed il ritmo.

sciB



Uno speciale ringraziamento a Bart, Matty e Fabio dei Sorci Verdi, mtb club Pesaro che gentilmente mi hanno accompagnato nei loro sentieri preferiti.

Un assaggio di gruviera? (images)

Monte Nerone 1525 s.l.m, Appennino umbro-marchigiano - 6 gennaio

postato da: tarantolaorme alle ore 12:10 | Permalink | commenti (1)
categoria:impennata
venerdì, 05 gennaio 2007

Ci sono attimi, lunghi momenti o brevi istanti, in cui si percepisce chiara una rottura. Qualcosa è cambiato in modo netto, profondo. Ci vorrà del tempo per mettere a fuoco, per capire, dove sta l’errore, da dove è partita la crepa. A dieci anni di distanza torno tra queste rocce, forse a cercare risposte che stanno altrove. Ora sento solo disagio, un velo di paura. Nemmeno arrivo sulla cresta, mi fermo. Nemmeno tolgo lo snowboard dallo zaino, lentamente scendo. Rifletto e respiro, mi svuoto. Un passo dopo l’altro, perdo quota. Mi guardo attorno, il silenzio e l’ombra di questo luogo mi attraversano. Al termine dell’ultimo ripido muro di neve, vuoto attendo. Mi preparo e leggero scivolo sul fondo di quel grande imbuto.
Difficile è vivere ogni attimo all’altezza dei propri sogni.
Ma i sogni restano e torneremo a cercarli.

Pizzo di Coca - Canalone nord-ovest: LE IMMAGINI

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categoria:nevicata
lunedì, 01 gennaio 2007

— Che cosa fai costí? — gli domandò Pinocchio, avvicinandosi.
— Aspetto [di] partire... - rispose Lucignolo.
— Dove vai?
— Lontano, lontano, lontano!
— E io che son venuto a cercarti a casa tre volte!...
— Che cosa volevi da me?
— Non sai il grande avvenimento? Non sai la fortuna che mi è toccata? Domani finisco di essere un burattino e divento un ragazzo come te, e come tutti gli altri.
— Buon pro ti faccia.
— Domani, dunque, ti aspetto a colazione a casa mia.
— Ma se ti dico che parto questa sera.
— E dove vai?
— Vado ad abitare in un paese... che è il piú bel paese di questo mondo: una vera cuccagna!...
— E come si chiama?
— Si chiama il «Paese dei balocchi». Perché non vieni anche tu?

sciB

Pinocchio obbedí senza rifiatare. Il carro riprese la sua corsa: e la mattina, sul far dell’alba, arrivarono felicemente nel «Paese dei balocchi».

sciB

Questo paese non somigliava a nessun altro paese del mondo. La sua popolazione era tutta composta di ragazzi. I piú vecchi avevano quattordici anni: i piú giovani ne avevano otto appena. Nelle strade, un’allegria, un chiasso, uno strillío da levar di cervello! Branchi di monelli da per tutto: chi giocava alle noci, chi alle piastrelle, chi alla palla, chi andava in velocipede, chi sopra un cavallino di legno: questi facevano a mosca-cieca, quegli altri si rincorrevano: altri, vestiti da pagliacci, mangiavano la stoppa accesa: chi recitava, chi cantava, chi faceva i salti mortali, chi si divertiva a camminare colle mani in terra e colle gambe in aria..

tratto da "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi, capitolo 30 e 31

sciB

E dopo tanta cuccagna, con nostra gran maraviglia, a nessuno sono spuntate un bel paio d’orecchie asinine, nè qualcuno è diventato un ciuchino, con la coda e tutto...
Preferisco rimanere burattino.
Il nostro paese dei balocchi.. (images)

Vernazza, Parco Nazionale delle Cinque Terre - 27 dicembre

postato da: tarantolaorme alle ore 19:08 | Permalink | commenti (3)
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