martedì, 31 luglio 2007

Con piacere riceviamo e pubblichiamo il contributo di Stefano

“L’El Dorado viene descritto come un luogo leggendario dove si dice vi siano immense quantità di oro e pietre preziose, oltre a conoscenze esoteriche antichissime. In questo luogo, situato al di là del mondo conosciuto, i bisogni materiali sono appagati, e gli esseri umani vivono in pace tra loro godendo della vita. Spesso viene associato al paradiso terrestre.”
Quando ero bambino Eldorado significava una buona marca di succoso gelato.

La passione verticale mi mette poi a conoscenza che l’Eldorado è in svizzera.
Una fabbrica di gelato in svizzera? No niente di tutto ciò, anzi un immenso paradiso di granito color oro levigato minuziosamente dal ghiacciaio , un vero tesoro nascosto scovato negli anni 80 dai fratelly Remy.

Noi abbiamo ripetuto la via Motorhead.
Buona visone: images

postato da: MauOrme alle ore 22:10 | Permalink | commenti
categoria:oltre la verticale
domenica, 29 luglio 2007
Ciack si gira!



Ieri, dopo le salite di preparazione, dopo le riprese preliminari, dopo aver organizzato la logistica in parete, dopo aver preparato tutto il necessario, c’era fermento sulla nord.
Un’allegra comitiva, sudata e giocherellona, pressoché in mutande, è arrivata all’attacco della “Placido Piantoni”, la superdirettissima aperta nel 1978 sugli specchi gialli di questa grande parete.
Qualcuno sentenzia serioso e ieratico che: “non ci sono più le stagioni di una volta” sulla nord in mutande non s’era mai visto nessuno. Qualcun altro racconta divertito di un avvicinamento al pilone centrale del Freney fatto in koflach e slip, grondando di sudore sotto uno zaino gigante e sotto gli occhi esterrefatti di altri alpinisti che scendevano dall’Eccles.
Il caldo da alla testa a qualcun’altro e per un soffio riusciamo a bloccare un tentativo di free-solo troppo estremo, nessuna rivista avrebbe pubblicato foto poco edificanti, mai sarebbe stato omologato il tentato exploit  per assenza di casco e sacchetto della magnesite.
Si parte e si fa cagnara, troppa, e una voce fuori campo ci richiama all’ordine. La regia mimetizzata sulle creste di Cima Verde, stesa a pelle di leopardo sui ripidi prati, tiene d’occhio l’anarchica truppa che inizia il suo viaggio verticale, mentre la parete piomba nell’ombra e l’aria finalmente si rinfresca. Diamine! Siamo o non siamo a nord?
Daniele e Yuri oggi son le prime donne, la cordata di punta, gli attori o quasi di questo strana storia. Marco e Francesco sono gli uomini di fatica, che solitamente in via son di poche parole, ma ieri non riuscivano a contenersi e come due pettegole, giù in fondo alla chiesa nell’ultimo banco, continuavano a bisbigliare pensando di non essere uditi.
La linea della via è fantastica, i movimenti fluidi ed estetici, c’è una gran bella atmosfera e tanto vuoto attorno. Salire, fermarsi, predisporre cavalletto e videocamera, riprendere, arrampicare, far sosta, controllare nodi e materiale, sorridere, chiacchierare. Il tempo scorre ed arriviamo al decimo tiro, quello da liberare. Giovedì Giangi dopo averlo provato ed averne ripulito i minuscoli appigli lo ha salito, ieri Yuri per un soffio non riusce a salirlo a vista, poi lo riprova e sale, confermando una difficoltà tra 7a+ ed il 7b (VIII+ / IX- nella scala UIAA). Pochi movimenti intensi su una pancia nera, protetti dalla chiodatura originale ovvero piccoli chiodi a lama piantati dal basso verso l’alto, che non terrebbero un’eventuale caduta.
Iniziamo le calate soddisfatti di quanto abbiamo combinato.
Ora dobbiamo aspettare Roby, che sta rientrando a Colere dal suo tentativo di salita ai Gasherbrum, poi torneremo in parete per altre riprese.



La photogallery di oggi è dedicata a tutti i compagni di questa avventura, a quelle “facce da nord” con cui ho condiviso e condivido giorni ed avventure fantastiche.
postato da: MauOrme alle ore 18:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:oltre la verticale
venerdì, 27 luglio 2007


State calmi. Niente per il quale imbizzarrirsi. Solo una semplice bicicletta.
Solo quattro intrattabili egocentrici isterici.




Solo il profilo tagliente di qualche montagna che suona come un rock intenso e impertinente. Solo due animalesche e istintive giornate a spingere sui pedali.



Violente palpitazioni acustiche portano il nostro ego a passo.
Un ozio maestoso e incorruttibile.
Sarà solo Rock'n Roll ma a noi piace.


Orme consiglia:
It's Only Rock'n Roll (But I Like It), Rolling Stones

Photogallery

Cornetto di Confine e Monte Elmo, Alta Pusteria - Dolomiti di Sesto

postato da: tarantolaorme alle ore 15:46 | Permalink | commenti
categoria:impennata
mercoledì, 25 luglio 2007

Ho riempito d’oro il mattino
perchè tu vedessi
la mia luce sul tuo cammino
che ti guiderà...
Seguimi ho frutti da desiderare.
Seguimi il sole arriva adesso.
Cristina Donà – Nel mio giardino



Finalmente! Buona la terza.
Nel corso del tempo le cose cambiano, noi cresciamo e diventiamo forse più stupidi, forse più saggi o semplicemente più accorti e riuciamo a vedere con occhi diversi.
Nel corso del tempo la musica cambia, ma i desideri restano e la bellezza di una scultura di roccia appare immutata.
Anni fa i temporali imperversarono tutta la notte, lasciando una parete fradicia, incuneata in un cielo blu. Gli volgemmo le spalle e ci accolsero le creste assolate dell’altra Becca.
Poi tornammo d’autunno, ma la neve ed il gelo, corazzarono il nostro giardino, rendendolo ancor più bello ma irraggiungibile. Gli volgemmo le spalle e scendemmo tra i boschi a giocare sullo Scoglio.



L’altro giorno il mattino era d’oro e il frutto del desiderio raggiungibile, la Becca di Valsoera ha spalancato le porte per accedere al suo giardino: rosso, compatto, ombroso; giardino che abbiamo attraversato sino al sole ... nel corso del tempo.

Le immagini.

postato da: MauOrme alle ore 21:00 | Permalink | commenti
categoria:oltre la verticale
martedì, 24 luglio 2007


La Valtellina ha nel suo cuore un gioiellino, famosissimo tra gli scalatori e probabilmente sconosciuto a tutti gli altri.
Un cuore di granito, con il giusto numero di spaccature, come ogni cuore che si rispetti.
Circondato da una serie di "Piz" su cui si sono scritte importanti pagine dell'alpinismo.
Picchi affilati, scontrosi, spaccati, lineari, netti...
Uno spettacolo per la vista, uno spettacolo da cavalcare.
Il tutto solcato da numerosi corsi d'acqua e sovrastato da qualche ghiacciaio.
A Orme la Val di Mello piace!
postato da: SergioOrme alle ore 14:48 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 21 luglio 2007

Quelli che stanno a nord - Vivere in montagna da alpinisti.

L’altro giorno io e Daniele abbiamo ripetuto la Via Placido Piantoni, la superdirettissima che sale lo scudo rosso e giallo posto al centro della Nord della Presolana, grande esposizione, roccia più che bella … entusiasmante. Grande rispetto ed ammirazione vanno a quegli alpinisti che negli anni “70, senza utilizzo di chiodi a pressione hanno salito in tre giorni questo muro impressionante. Tranne una breve sezione al decimo tiro, ancora da liberare, tutta la via è stata salita in libera.
Qui trovate le immagini rubate in parete - photogallery
Questo è stato il primo passo per realizzare un progetto, nuovo ed appassionante, che vi lascio raccontare da Alberto.


Dove.
La parete Sud del Pizzo della Presolana è come adagiata sui prati, bella e assolata. Mucche, case e alberghi distribuiti casualmente, automobili in fila sul nastro di strada che si snoda verso il Passo omonimo. A Colere  le case sembrano più piccole, più vicine, sotto la parete Nord che incombe enorme, alta, lunga e ferma. Qualche escursionista si è probabilmente chiesto “Ma la gente che vive sotto una parete così, che gente è...”. La Valle di Scalve appare già dal Passo della Presolana come un mondo a parte, Colere mi è sempre sembrato un paese a parte in un mondo a parte.
Cosa.
C’è sempre, ma forse è solo un problema mio e allora dirò: io ho sempre una forte titubanza a progettare filmati da realizzare in montagna, con la gente che vive in montagna. Mi viene in mente lo slogan “Niente su di noi senza di noi”, anche se l’ambito è un altro. Lo slogan, che ha a vedere con gli studi sulla disabilità, in questo caso mi pare utile per evidenziare una distanza da colmare, anche se la “disabilità”, in questo caso, è mia. Chi non abita in montagna mi sembra che debba trovare un accompagnatore, un interprete, un mediatore culturale, soprattutto se vuole raccontare un incontro “vero”, anche se non è facile spiegare questo “vero”. Vlada Petric parlerebbe di autenticità ontologica, ma lasciamo stare Vlada Petric....
Chi.
Maurizio mi ha mostrato un filmato, fortunosamente ritrovato che racconta una prima salita della Parete Nord della Presolana attraverso una via di grandi difficoltà alpinistiche. È l’agosto del 1978, protagonisti quattro forti alpinisti di Colere.  Fra loro Livio Piantoni, guida alpina, che insiste perché la salita sia documentata con il filmato, della durata di circa quaranta minuti, montato con lo stile ironico in voga in quel periodo, anche se talvolta fa capolino un modo eroico, che però non è ampolloso e neppure sgradevole.
Livio Piantoni trovò la morte in una tragica spedizione sulle Ande nel 1981. Suo figlio Roby, nato nel 1977, ha ritrovato il filmato. Roby è guida alpina come il padre e in questo momento è uno dei più forti alpinisti bergamaschi, nel 2006 ha salito l’Everest senza ossigeno.



Il chi con il cosa.
Abbiamo pensato di fare due proposte a Roby Piantoni.
La prima proposta è stata quella di ripetere la via aperta dal padre quasi trent’anni fa, con l’obbiettivo di “liberarla”, di percorrerla cioè usando i chiodi solo come sicurezza e non per progredire. Ha accettato con un entusiasmo cui non eravamo preparati: la via sarà salita da Roby e da Yuri Parimbelli, a sua volta guida alpina e fortissimo alpinista. La via, in questi trent’anni è stata ripetuta pochissime volte, questo per dare un’idea della difficoltà. Maurizio con Daniele ed altri alpinisti riprenderanno tutta la salita da più punti, direttamente in parete. Vogliamo ottenere immagini di grande qualità tecnica e spettacolare.
La seconda proposta, apparentemente meno ardita, è in realtà molto delicata e importante dal punto di vista cinematografico: Roby Piantoni è diventato il nostro “mediatore”, alla ricerca dei protagonisti della salita del 1978. Cercheremo di raccontare con il suo aiuto la vita di questi abitanti di Colere che non sono rimasti insensibili al fascino della Parete Nord della Presolana. È più facile prevedere il successo di una difficile ascensione che prevedere la riuscita di un incontro che si svolge con la ingombrante presenza di una telecamera, quando il fine è l’autenticità che già improvvidamente ho evocato.
La montagna è una risorsa? Non so ancora se i testimoni di quella salita saranno “testimoni privilegiati” del vivere la montagna, ma non vogliamo rispondere a grandi domande, ci basta, per il nostro racconto, sapere che la linea che hanno trovato sulla roccia della Presolana, documentata trent’anni fa con una pellicola, sia la stessa linea che filmeranno oggi le nostre telecamere.
Alberto Valtellina, luglio 2007

 

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categoria:in fuga, oltre la verticale
lunedì, 16 luglio 2007
Hike or bike? This is the question!



Images
postato da: MauOrme alle ore 09:26 | Permalink | commenti (2)
categoria:impennata
martedì, 10 luglio 2007

Presolana Occidentale - parete nord nord-est - DIRETTISSIMA


Amore viscerale per le mie montagne, la mia montagna, la mia parete: la Nord della Presolana. Una muraglia di calcare, imponente, che incombe.
Brilla nella luce del primo mattino e poi si ammanta di ombra, si vela di vapori. Quattrocentometri di vertigine che fan torcere il collo, che tolgono il fiato, che ammaliano.
Fuori dalle rotte dell’alpinismo di massa, della spittatura seriale, delle certezze; oltre questa linea sorge, a chiudere la Val di Scalve, la Nord.



Nel settembre del 1972, nemmeno sapevo cosa fosse l’alpinismo e che esistessero pareti in grado di stregare, al fine di una lunga estate la seconda elementare mi attendeva, mentre Livio Piantoni e Rocco Belinghieri, con Fantini e Correnti, in tre giorni tracciavano la DIRETTISSIMA, sesto grado superiore ed artificiale, la risposta Bergamasca alle linee a goccia che venivano tracciate in dolomiti, ma, c’è sempre un ma, senza utilizzare chiodi a pressione.
Negli anni “80 le nuove generazioni tornano su questa linea forzando la libera, resistono tre passi d’artificiale, il resto arriva al settimo superiore. Le ripetizioni continuano ad essere rarissime e quasi esclusivamente sempre da parte di local.
Questo è il commento del Gigante “forestiero” Andrea Savonitto, per alcuni anni gestore del rifugio Albani: “Grande estetica, roccia buona e chiodatura soddisfacente, non la fanno certo sfigurare a confronto con i più celebrati itinerari estremi delle dolomiti”



La linea percorsa lascia tuttora a bocca aperta, perfetta, al centro del cuore della parete, estetica ed atletica, con roccia a volte entusiasmante e gli ultimi tiri su ghiaia verticale, insomma un gran bella avventura da vivere intensamente

Le immagini parlano da sole … buona visione

Il PDF con schema e relazione della direttissima

WALLPAPER

postato da: MauOrme alle ore 13:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:oltre la verticale
martedì, 10 luglio 2007


Qual è il significato della parola “Avventura”?. L’etimologia rimanda al latino “advenire- arrivare”; più esattamente al participio futuro nella forma neutra plurale e cioè “Adventura”.
Avventura quindi come tutto ciò che è sul punto di accadere.
Gli ingredienti di una vera avventura sono sempre semplici: il piacere della ricerca e scoperta di ambienti naturali nuovi e sconosciuti, qualche idea in testa, una buona cartina nello zaino, quella “sbrusia” un po’ infantile di partire ad ogni costo senza paura di perdersi per cercare il sentiero più affascinante: quello che porta alla riconquista dei valori più autentici degli esseri umani l’amicizia e la libertà.



Scorazzando liberamente attorno al Lago d'Idro.
Photogallery

Si ringrazia per il testo e le foto due tra gli appassionati più veri della mountain bike modenese, alias Traccia e Gigi.

postato da: tarantolaorme alle ore 01:14 | Permalink | commenti
categoria:impennata
mercoledì, 04 luglio 2007
oltreilsentiero-presolanadi

Oltre il sentiero, liberi di scegliere, ma nella vita di tutti i giorni è difficile abbandonare il sentiero, lasciare il certo per l’incerto, in una parola: osare.
Osare, saltare nel buio, ogni volta mettersi in discussione, non dar mai nulla per scontato. Rischiare di sbagliare e trovarsi di fronte ai propri limiti, alle proprie paure, dovere accettarsi e correggere la rotta, ripartire senza vergogna, disposti a faticare il doppio.
Oltre il sentiero, non ci sono due bordi che delimitano ed indirizzano il passo e portano ad una meta conosciuta, il cammino è incerto, il terreno sdrucciolo, a volte scivoloso, ripido e faticoso, ma in fondo tutto avrà un senso ed un sapore particolare, di quelli intensi che per giorni ti si incollano al palato. La prossima volta oltre il sentiero il piede sarà più fermo e lo sguardo senza fatica condurrà su una strada unica, evidente, sino al centro del tuo cuore.

oltreilsentiero-presolanad1

PRESOLANA DI CASTIONE – Oltre il sentiero (Images)
Relazione e schema (PDF 12)

postato da: MauOrme alle ore 23:40 | Permalink | commenti (2)
categoria:oltre la verticale