lunedì, 25 febbraio 2008

E' una giornata tersa di mezzinverno. Più in alto folte schiere di turisti della montagna invadono i botteghini per il lasciapassare giornaliero. Ma non siamo qui per lo stesso motivo. Abbiamo strigliato e ferrato l'animale. Grazia, velocità e indipendenza caratterizzano da sempre un vero Mustang purosangue. Desideriamo montarlo senza sella, per non perdere neppure la minima sensazione. Desideriamo stringere fra le nostre mani la sua criniera che come una cicatrice saldata la attraversa in tutta la sua lunghezza. Desidereremmo non perdere un centimetro delle sue curve...

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Ci lanciamo al galoppo tra l'erba secca e dorata di un caldo sentiero di sottobosco, che da filante e veloce si va man mano più insidioso. Ciottoli di roccia, aghi di pino, assieme a curve strette e nervose dettano il ritmo di una corsa entusiasmante. Poi verso il basso cambia il fondo e la terra battuta con veloci inserimenti su parabolica diventano una costante.

La nostra palpitazione di oggi si chiama SantaCruz V10. Ebbene si, abbiamo il privilegio di provare uno tra i primi esemplari consegnati nel nostro bel paese. Noi oziosi e viziosi non saremmo mai così tecnici da parlare di curve di compressione, nè di sezioni ridotte, main frame o robe simil da ingegnere areonautico.
Siamo dei passionali. Le nostre sono solo delle impressioni. E quello che possiamo dire da subito è che toglie il fiato. E' ancor più filante del modello precedente, e dannatamente seducente. Oltre a questo potremmo annoiarvi con sensazioni di guida, un incredibile reattività ed agilità anche nello stretto, ma credo che altrove potrete trovare impressioni più autorevoli.
Ciò che invece possiamo dirvi è che siamo felici che esistano oggetti come questo: giocattoloni belli e dannatamente funzionali che riescano ad aggravare la nostra palpitante necessità di fare mountain bike.
Alleluja.
E quanto pesa, che corsa ha e dove si compera chissenefrega.
lunedì, 18 febbraio 2008

Cosa abbia a che fare il rivoluzionario presidente vietnamita con quello che vi sto per raccontare è un mistero. Anzi, non voglio neppure saperlo, quello che posso dirvi è che mi fanno impazzire queste etichette partorite in un limbo che sta a metà tra il bar sport di Stefano Benni e delle citazioni storico mitologiche.
Ho Chi Minh è oggi nella nostra mente un lussureggiante singletrack che porta a spasso una pedalata dannatamente tonda e armoniosa in un felice bosco, che mi appare ancora davanti agli occhi tagliato dalla luce calda delle quattro di pomeriggio.


Incredibile come a volte si possa fare la pace con il mondo semplicemente percorrendo uno di quei singletrack che ti immagini solo in sogno. Divino.
Ho Chi Minh, come un accogliente salotto, ci ha condotto comodamente seduti sulle nostre poltrone sulla soglia di quella che sarebbe stata la ciliegina sulla torta della giornata: le cannicciaie.
Insomma, un presidente vietnamita che giace inbalsamato in un mausoleo, un salottino per aristocratici vizziatelli e una bel castagnaccio come merendina delle quattroemezza. Tim Burton con noi sarebbe a nozze.
Già il castagnaccio lo abbiamo gustato in tutta la sua dolcezza scendendo le canniciaie: un'indimenticabile discesa che attraversa piccoli terrazzamenti ed alcuni metati che servivano appunto per l'essicazione delle castagne. Credo che le cannicciaie con i suoi novecentometri di positività negativa sia una delle discese più ritmiche e divertenti che abbia mai percorso. Fluidità e velocità tra curve appena accennate, e cambi di direzione repentini sapientemente ammorbiditi e raccordati dall'abile mano dell'uomo che ha piantato alcune sponde per noi bambini difficili. Non manca neppure qualche rampa, giusto per accontentare anche il più esigente dei discoli...
Insomma, alle pendici dell'appennino Tosco-Emiliano, nei dintorni delle foreste dell'Acquerino, lì l'amico Tomb ci ha accompagnato con premura e intraprendenza facendoci divertire come non ci saremmo neppure immaginati. Grazie. E grazie anche al presidente Ho, per l'ospitalità del suo salotto e per il suo ottimo castagnaccio.
Montemurlo, Prato - sabato 16 febbraio 2008
lunedì, 11 febbraio 2008
Non ve lo racconto,
ma ve lo dico per certo.
BeBop.
E' il nuovo numero di Orme.tv che trovate on line.
E' comodamente scaricabile in formato pdf da qui. (8.5Mb) DOWNLOAD
Buona visione.