giovedì, 06 marzo 2008
Cinque settimane intense, pirotecniche, un gran bel mese di febbraio a gustar granite con la solita banda del DOPOLAVOROFERROVIARIO.

Valle di Cogne – Patrì

L’allegra brigata del DOPOLAVOROFERROVIARIO si piglia un bel giorno di ferie per una trasferta valdostana. Mentre si torna inizia il valzer di telefonate a quelli che son rimasti a lavorare (bastardi dentro?).



Granite e Candeloni su Patrì- Immagini

Val Brembana – Cascata della Valrotta
Una veloce fuga mattutina per giocare su e giù da questa bella cascata


Granita a go-go - Immagini

Val Camonica – Cascatone del Pisgana

“Volevo tenere per te,
una sola di tante stagioni,
ma volevo che fosse per te
per te sola e tutti gli altri di fuori.
E volevo che fosse per te
anche l'ultimo fiato sospeso.
Volevo tenerlo per te,
questo fuoco che è acceso...”
Trequarti – Gianmaria Test
a



Granitona al Pisgana – Immagini

 

Val Febbraro – Il salto del nido

“Resto tra gli alberi
verso l'interno
lontana dagli altri
con una rosa al polso
ci sono luoghi muti, luoghi fermi
dove annusi lo spazio eterno”
Nido – Cristina Donà


Basta conigliare - mi esorta Daniele – ora ti tocca andare da primo. Faccio finta di niente ma alla fine mi ritrovo tutto il materiale appeso all’imbrago e mi avventuro sul breve muro verticale. Lento, attento, mi muovo e chiodo, salgo e chiodo. Sento le becche delle picche fondersi col ghiaccio, le punte dei ramponi mordere con decisione. L’incertezza sfuma e continuo a salire. Senza accorgermi il nido mi abbraccia. Fermo, muto, con lo sguardo che vaga oltre le frange immobili d’acqua, intimamente appagato e felice.

Granita del nido - Immagini

 

Albigna – La Diretta

“How I wish, how I wish you were here
We're just two lost souls
Swimming in a fish bowl
Year after year
Running over the same old ground
What have we found?
The same old fears”
Wish you were here – Pink Floyd

“Anno dopo anno, corriamo sullo stesso vecchio terreno, e cosa abbiamo trovato? Le solite vecchie paure” Eterno apprendista, testardo, impaurito. Un anno dopo, ancora qui, per vedere quanto in alto riesco a spingermi. Timidi passi, timore. Cedo il comando al maestro e ne seguo le gesta, pensando già alla prossima stagione di gelo e al nuovo gioco con le mie paure, sui muri di cristallo dell’Albigna, alla ricerca di una linea tutta mia.

Granite d’Albigna – Immagini di Mau, Immagini di Ennio

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categoria:granita
venerdì, 04 gennaio 2008


Come tutti i vecchietti che si rispettino, anche il colonnello ha il suo orto, che tiene con cura quasi maniacale. Con gli altri pensionati della valle è una continua gara, mai dichiarata, ma strisciante ed assidua. Con l’avvicinarsi dell’inverno verze, cavolfiori e cavoli si gonfiano, lentamente prendono forma e fanno una bella presenza tra le stoppie dell’orto e le zolle rigirate dalla vanga e sbriciolate dal primo gelo. Lo sguardo però corre sempre oltre lo steccato, nell’orto del vicino, per controllare che la verdura altrui non sia più bella. Ma d'un tratto, con sorpresa coglie un’attività frenetica, resta confuso, cerca di capire e si butta sulle tracce del suo compare che vanno e vengono dalla Valle degli Orti, dove tutte le sue verdure prendono la forma di una succosa granita vegetariana.



Granita della Valle degli Orti: LE IMMAGINI

La Valle degli Orti esiste veramente, è una laterale della Valle del Vò, in Val di Scalve (Bg), si insinua tra il Tornello ed il Tornone, è un gran bel posto che ho scoperto grazie alle dritte del Fenio-menale Dome e grazie ad Ennio con cui ho fatto cordata e che ha fornito un sostanzioso contributo fotografico.
Ulteriori info sulla cascata le trovate qui.
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categoria:granita
domenica, 23 dicembre 2007
Ancora un contributo da Ivo


Questa sarà una bellissima storia, dico sarà perchè oggi è solo iniziata e quello che ho in testa lo scriverò quando la storia sarà finita. Intanto vi spiego l'inizio. Oggi sono andato sulla ovest del Grignone per tentare la prima ripetizione solitaria della Magic Line, aperta da Benigno Balatti e compani, ripetuta una sola volta da Festorazzi-Galperti-Melesi, tre locali.
La via si forma quando ad inizio inverno non nevica tantissimo e fa freddo, poi a gennaio, gira il sole e tutto si disfa. Adesso è quasi formata, magra come sempre, effimera come mai.... Mentre andavo alla base ho trovato proprio Lorenzo Festorazzi intenzionato a tentare da solo propio la Magic.Line. Ok si sale insieme, ognuno nel suo mondo, ma UNITI dall'AMICIZIA, lui di lecco io forestiero. Siamo saliti incontrando veramente delle difficoltà, una linea bellissima e moderna, un bel must di misto. Arrivati sotto la lunghezza piu pericolosa, Lorenzo mi ha detto che forse lui, non ci sarebbe riuscito, io ero con le picche già appoggiate e stavo partendo per il non ritorno, l'ho guardato e ho capito che eravamo saliti in 2 e in 2 avremmo fatto la solitaria, è un gioco di parole, ma è cosi. Son tornato indietro e siamo andati nel classico e BELLO canalone centrale fino in Cima.
Torneremo con un anello di corda ciascuno e prima uno poi l'altro tenteremo protetti da 2 chiodi alla base dei 5 metri
sottili. Credo nell'amicizia e non mi cambia la vita ritornare la prossima settimana per ritentare la doppia prima con una persona che desidera quanto me farla. Alla prossima e se mi riesce, un racconto che viene dal Cuore.
Ivo - 8 dicembre 2007



Scusatemi! Vi devo chiedere scusa. Avevo promesso di scrivere una storia, ma la gioia per questa ripetizione è talmente tanta che preferisco che parlino le foto.
La Magica Linea del Grignone è una via fantastica, intuito e bravura del Ben, una sola ripetizione, e adesso una solitaria, anzi una doppia solitaria. Ho incontrato Lorenzo, oggi siamo ritornati. La via è veramente super e effimera, ghiaccio, roccia e neve. Arrivati sotto il passo chiave, ho piantato 2 chiodi e messo un cordino, mi sono legato 10 metri di corda e sono partito, uno, due, tre tentativi, poi dopo che i ramponi avevano tolto il poco ghiaccio ho messo un altro chiodo con cordino, infilato le punte di un rampone, chiuso gli occhi e tirato su. Atti unici e indescrivibili, piano piano su una crosta verticale di ghiaccio sono arrivato in un punto tranquillo a corda finita, l'ho sganciata e la stessa manovra l'ha fatta Lorenzo che è salito molto più agevolmente. Poi, via. Ancora ghiaccio sottile e la nebbia è sparita, regalandoci la cima e la prima solitaria in due della via. Ognuno nel suo mondo, ognuno nei suoi pensieri. Una gran via, degna della famose salite del bianco. CONSIGLIATISSIMA, magari legati!!
Ivo – 15 dicembre 2007

Le IMMAGINI del tentativo e della salita


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categoria:granita, oltre la verticale
lunedì, 03 dicembre 2007
Devi credere che al mondo
non c'è niente di impossibile.
Se atterri nell'ombra ricorda
la luce anche s'è nascosta.
Pensa leggero, come un foglio leggero,
assecondando anche le curve violente.
Vola leggero su di un foglio leggero,
la paura appesantisce la mente.
Cristina Donà "Migrazioni"




Anche quest’anno si inizia a migrare tra valli buie ed ombrose, tra le pieghe nascoste dei monti, dove la luce a fatica penetra, dove l’acqua si ferma. Nonostante il timore che queste effimere architetture incutono, non si può resistere al fascino delle algide sirene. Si vorrebbe far finta di niente e continuare ad accarezzare la solida roccia, che non muta con l’alternarsi delle stagioni, ma il richiamo non può restare inascoltato. Così si ricomincia il gioco con le proprie paure, i propri fantasmi, lentamente, cercando un delicato equilibrio per potersi infine muovere leggeri.
E come d’incanto sentire il piacere impadronirsi del corpo, mentre la montagna muta osserva.

Granita in Val d’Avio: La Funicolare - LE IMMAGINI
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categoria:granita
martedì, 13 marzo 2007
Un quadratino, due quadratini, tre quadratini, quattro, cinque, sei … lo sguardo si perde si confonde e ricomincia. Raffiche violente e gelide squassano i teli, i sottili pali d’alluminio si flettono reattivi. Un quadratino, due, tre … tutto va fuori fuoco, mi riperdo e riparto. Il tessuto blu, chiaro e leggero, è rinforzato da una regolare trama, geometrie ortogonali di fili scuri e resistenti. Cristalli sottili di neve, corrono in una ridda selvaggia sul ventre del ghiacciaio, gonfiano i teli e si insinuano sin dentro la tenda, in ogni luogo, in ogni spazio. Ostinato lo sguardo, incurante del frastuono degli elementi, ricomincia a contare, oltre la feritoia del sacco piuma: un quadratino, due quadratini, tre …



Alle spalle una settimana in cui tutto, come sempre, è programmato, giorni in cui non ci concediamo un attimo di tregua, in un affannosa rincorsa del tempo e contro il tempo, divisi tra lavoro e famiglia, tra amici e sport, tra dovere e piacere, maniacalmente attenti ad ottimizzare i tempi per riuscire ad incastrare i giusti pezzi di un complicato puzzle quotidiano, dove gli spazi d’ozio sono banditi. Ma qui, oltre la porta, i nostri programmi non han più valore ne senso, ed alle quattro del pomeriggio ci si ritrova a risparmiare calore ed energie, chiusi nei propri sacchi piuma. Persi nella perfetta ed inospitale bellezza di questo mondo di ghiaccio, roccia e cielo, in balia del vento che svuota, logora, prosciuga. Cercavamo azione non ozio, l’immobilità inizialmente ci rende irrequieti, ma ben presto capitoliamo ed accettiamo lo stato delle cose. Il corpo immobile, niente musica, niente lettura, non potere fare nulla, il tempo scorre lento, solo gli occhi e la mente si muovono e ricomincia la conta: un quadratino, due quadratini, tre …



Durante il viaggio di venerdì sera già c’era stato un inascoltato segnale, mentre gli U2 saturavano l’abitacolo con il loro “Beautful day” il cd si inceppa e non viene più risputato dal lettore. Poi altri segnali ci giungono. Il sabato mattina, causa il vento forte, la prima corsa delle funivia parte con oltre due ore di ritardo. Ma noi siam sordi, troppo occupati a cercare di rispettare i nostri programmi. Un paio di ore di quiete ci fan godere di una sciata meravigliosa, la prima traccia in fresca, dopo una nevicata, nel cuore del Monte Bianco è da pelle d’oca. Il bacino del Tacul è tutto per noi, da bravi muratori bergamaschi erigiamo la nostra baita, prepariamo gli zaini e ci insinuiamo tra i pilastri granitici che sostengono il Col du Diable. Prima che il buio cali ci piacerebbe salire il Couloir Lafaille. Ma il magico momento di quiete è giunto al termine, il vento torna con raffiche sempre più violente. Giunti alla terminale non riusciamo nemmeno ad aprire lo zaino, i canali sopra di noi sputano ritmiche colate di neve polverosa. Ed eccoci qui, piccoli, insignificanti e soli al cospetto della natura, chiusi nei nostri sacchi: un quadratino, due quadratini, tre …


Dodici lunghe ore di immobilità, poche parole. Una battuta ed una risata, rompono casualmente un accogliente silenzio, carico d’intese. Lasciamo parlare il vento, ascoltiamo quel che la montagna ha da dire. La luce cala, buio, poi il chiarore della luna, troppe cose ci racconta la montagna, frastornati non riusciamo a dormire, si accende una frontale: un quadratino, due quadratini, tre …
Nel buio della notte ci alziamo, determinati partiamo, l’alba ci coglie alla terminale. In una manciata di ore saliamo e scendiamo la nostra linea: il Couloir Modica –Noury, elegante e severo, una bava di ghiaccio, pietrificata tra gigantesche labbra di granito.
Perché? Perché siamo qua? Cosa cerchiamo nella fatica, cosa cerchiamo in questo mondo inospitale? Non c’è risposta o forse la risposta è semplice: perché siamo vivi e perché ogni volta vorremmo riuscire a contare tutti i quadratini blu.

Mont Blanc du Tacul - Couloir Modica-Noury: una storia per immagini (photogallery)
colonna sonora consigliata, purchè il lettore non fagociti il CD, “Beautiful Day” – U2
It's a beautiful day
Sky falls, you feel like
It's a beautiful day
Don't let it get away

Per il vostro Desktop potete scaricare
    - Orme Wallpaper Uno
    - Orme Wallpaper Due


postato da: MauOrme alle ore 22:34 | Permalink | commenti
categoria:granita
domenica, 11 marzo 2007

Da oggi potrete comodamente sfogliare l'album di famiglia di Orme....

sciB

Tutte le photogallery, aggiornate e visitabili per sezione
Eccole!
Potrete d'ora in poi accedervi semplicemente dal tasto nel menù del blog alla vostra sinistra.
Buona visione!

postato da: tarantolaorme alle ore 19:20 | Permalink | commenti
categoria:born to run, sguardi, nevicata, in fuga, granita, oltre la verticale, impennata
giovedì, 15 febbraio 2007

Uno invecchia placidamente e pensa di saperne abbastanza, non molto ma abbastanza, delle cose e delle sue passioni, ma all’improvviso tutto si capovolge. Una nuova smania, improvvisa, si radica e si agita nel corpo e nella mente. La voglia di fare, di provare, di sperimentare non da requie. Il desiderio di giocare con il corpo e la mente, con le proprie paure e debolezze, su mutevoli muri liquidi, fissi nel gelo dell’inverno, dona una determinazione nuova. Ma nulla si improvvisa, si deve ripartire da zero, semplice apprendista nella bottega di un abile artigiano: gli occhi che scrutano, la mente che immagazzina, le mani che plasmano. In silenzio si osserva, in silenzio si ripetono i singoli e preziosi attimi che compongono il lavoro del maestro; dieci, cento, mille volte, per poi tentare timidamente di imitare l’intero lavoro svolto.

Inizialmente con la mano poco ferma, con una gestualità sporca ed impacciata, con tanto timore. La strada è lunga da percorrere ma il fuoco dentro brucia, da coraggio e dona sicurezza. Si tentano i primi esperimenti nel tentativo d’emulare il maestro, con il desiderio di percorrere una propria strada verso il cielo, in un continuo gioco tra estetiche architetture translucide e la poesia di un liquido istante cristallizzato.

GRANITE D’ALBIGNA – LA DIRETTA: le immagini

postato da: MauOrme alle ore 23:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:granita
domenica, 11 febbraio 2007

Granita di mandorle

Frullate le mandorle, dopo averle pelate (200 gr. di mandorle dolci e 2 mandorle amare) con 2 dl. d’acqua e lasciate in infusione per qualche ora; poi, filtrate e raccogliete il trito in una garzina. Legatela a fagottino e strizzatela bene; quindi, immergetela per 10 minuti nel suo liquido e strizzatela ancora energicamente. Ripetete l'operazione un paio di volte; dopo, unite 3 dl. d'acqua e 50 gr. di zucchero semolato e portate a bollore. Fate sobbollire per 5 minuti; poi, spegnete la fiamma e aspettate che si raffreddi. Incorporate l'estratto e trasferite il composto in freezer a solidificare per almeno 8 ore, rimestando con una spatola, ogni mezz'ora.


L’estate più calda del nuovo millennio soffocava la penisola. il colonnello invano cercava refrigerio nel mare caldo, troppo, del Salento. Si sentiva un pollo, qualcuno direbbe un cappone, lasciato a mollo nel suo brodo, a sobbollire a fuoco lentissimo.
Si trascinava da una costa all’altra del tavoliere e nemmeno i ritmi della pizzica e della taranta riuscivano a smuoverlo, qualche guizzo gli percorreva il corpo nell’assaggiare un buon piatto di pesce cucinato a puntino.
Quella sera dopo essersi trascinato per le viuzze di Gallipoli ed essersi sciolto nell’aria calda di un rosso tramonto, si accascio sulle anonime seggioline del Bar Centrale, contornato da un umanità sudata, appiccicosa e gocciolante. “Le migliori granite di Gallipoli” recitava un cartello di poche pretese. Ne prese una, alle mandorle. Non sentì più il caldo opprimente, non sentì più nulla, solo un solido e fresco piacere che gli riempiva il corpo, un aroma pungente che saliva dritto al centro della fronte. La smania, come succede a chi non ha misura, s’impossessò di lui. Ringalluzzito, trasportò le vecchie membra alla fonte del miracolo, in un frigorifero di acciaio e vetro, che con dignità era arrivato in questo millennio, facevano bella mostra alcuni contenitori, ognuno con la sua targhetta: mandorla, caffè, limone. Le assaggiò tutte, l’ingordo, e bissò pure con quella alle mandorle.


Una meraviglia, nulla a che vedere con i comuni gelati, niente da spartire con quelle grattate di ghiaccio insaporite con dello sciroppo, queste granite erano una delizia per palati da buongustai. Si abbandonò alle mille sfumature del piacere e mentre tra lingua e palato si scioglieva lentamente l’impasto di ghiaccio e mandorle, sognò.
Sognò un inverno caldo, d’un caldo inusitato, forse il più caldo del nuovo millennio. Una valle del nord, alpina, fredda ed incassata; bastioni di roccia rigati da flussi d’acqua gelata. Lui era li con un gruppetto di amici, le cordate si rincorrevano da un flusso all’altro, golosi ed ingordi, voraci. Curiosi di assaggiare quelle incantevoli granite verticali, ognuna con il suo carattere, il suo sapore, con il suo gusto persistente che a fatica si scioglieva sul palato e che a lungo restava nella mente.
Un cameriere in canottiera, sudato e sorridente, lo risvegliò. Si riprese, l’inverno svanì, raddrizzò il capo, che pencolava sulla spalla, ed ordinò ancora … un’altra granita alle mandorle.


Gustatevi le immagini “INGORDI IN VAL PAGHERA”
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categoria:granita
giovedì, 25 gennaio 2007
Gelo:
stagione del candore
per le più variate nevi
mille stelle sorelle
verso me prendono il cammino

“Andrea Zanzotto”


IL GEOMETRA DELLE STALATTITI
Era convinto. Profondamente convinto. Sinceramente convinto.
Tutto doveva rispondere ad una logica ferrea.
Da che mondo e mondo le stalattiti dovevano scendere a piombo.
Non ammetteva un fuori bolla, la gravità era scienza e non fantascienza.
Ma quella mattina andò in confusione.
Immagini di flussi glaciali, scorrevano sul suo monitor.
Più 15°. Più 32°. Più 8°. Iniziò a ruotare immagini. Iniziò a dare numeri.
Quelle maledette stalattiti di acqua gelata, dovevano stare a piombo, rigorosamente attratte dalla forza di gravità, la fisica non era un opinione.
Mentre ne sistemava un gruppetto in alto a destra, quella frangia irriverente sulla sinistra lo sbeffeggiava puntando verso il cielo.
Diamine che succedeva! La terra sotto i piedi cedeva, franava.
Lo stipite della porta s’inclinava minaccioso.
Nessuna certezza lo sorreggeva più.
Tutto fluiva attorno, come acqua.
Un rumore sordo cresceva dentro e attorno a lui, una cascata fragorosa.
Improvvisamente gelo e silenzio.
Strani attrezzi ai piedi e alle mani.
Attorno fantastiche frange di ghiaccio,
fantasiose stalattiti si accavallavano giocando tra loro.
Senza alto ne basso.
Senza gravità.
Senza leggi.
Non era più un geometra.
Ora era un poeta:
del gelo,
del candore,
delle stelle.
Un poeta che aspettava …
IL RITORNO DELLA NOTTE

Immagini senza ritorno …

IL RITORNO DELLA NOTTE - wallpaper

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categoria:in fuga, granita
venerdì, 28 aprile 2006
Corridoi glaciali, geometrie in movimento lento, eterno. Labirinto di solida acqua, fauci aperte verso il cielo, voragini blu che si perdono nel profondo di viscere algide. Alzare lo sguardo, ogni volta, stupisce, meraviglia. Cornici di ghiaccio e cielo contornano granitiche sculture. Oltre il caos un vasto mare attende, bianco, artico.

taculesatellitit
Rosse colonne di roccia proiettate verso il cielo, a celare verticali bave di solida acqua, colatoi freddi e ripugnanti al primo sguardo, ma per chi vi accede effettive realtà parallele che regalano sguardi verticali sul mondo che resta fuori, alle spalle, come si entrasse in un’altra dimensione.

supercouloir1
Eccovi una storia per immagini, di due giorni vissuti intensamente, risalendo corridoi verticali al Mont Blanc du Tacul: Gabarrou-Albinoni e Supercouloir.
postato da: MauOrme alle ore 23:30 | Permalink | commenti
categoria:nevicata, in fuga, granita, oltre la verticale