mercoledì, 11 aprile 2007
Ebbene si! Anche noi vittime della moda. Senza scuse, ne attenuanti. Modaioli, collezionisti di vette, meglio se sopra i 4000 metri. Decine di cime abbracciano la Valsavarenche, alcune senza una traccia, interi pendii vergini attendono di essere accarezzati. Ma anche noi, abbiamo solo occhi per loro, mentre saliamo in Paradiso. Centinaia di persone in fila, pendii arati come campi d’autunno, lunghe processioni e grovigli di corde nel breve tratto finale. Tutto ciò nulla toglie a questa grande montagna, tutte le altre più basse attorno le fan solo da corona.



Dopo molti anni torniamo a calcare questi pendii. Pure recidivi siamo e il fatto di ritornare per una salita in giornata, con la voglia di ricamare i pendii con il proprio snowboard, nulla toglie al fatto che anche noi siamo solo vittime della moda.

Mentre scendiamo le altre montagne riacquistano personalità ed importanza, ma siamo già coscienti che un altro sogno ci porterà in Paradiso, magari per un’altra linea, per un’altra grande cavalcata.

In Paradiso … o quasi. (Images)
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categoria:nevicata
mercoledì, 04 aprile 2007

… mi commossi proprio come quando, da bambino, mi commuovevo per la neve, per l’incantesimo che trasfigurava le superfici più banali.
La strada deserta che sbiadiva in una foschia lontana proseguiva davvero all’infinito. Quando nessuno guardava, potevano accadere cose insolite.
Jonathan Franzen “Zona disagio“ Einaudi

mi commossi
Sul finire di una notte di plenilunio
un'alba radiosa ho incontrato
lontano da occhi indiscreti
un incantesimo di luce e silenzio
bambino
prima di tornare
come ogni giorno
adulto

postato da: MauOrme alle ore 22:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:nevicata, in fuga
domenica, 11 marzo 2007

Da oggi potrete comodamente sfogliare l'album di famiglia di Orme....

sciB

Tutte le photogallery, aggiornate e visitabili per sezione
Eccole!
Potrete d'ora in poi accedervi semplicemente dal tasto nel menù del blog alla vostra sinistra.
Buona visione!

postato da: tarantolaorme alle ore 19:20 | Permalink | commenti
categoria:born to run, sguardi, nevicata, in fuga, granita, oltre la verticale, impennata
lunedì, 05 febbraio 2007
Il sole stava sorgendo; era il momento più freddo della giornata. Poco prima uno sciatore solitario era passato lungo la stradetta, Poi era salito sul prato. Ma dove andava? Certamente era uno che non amava le piste affollate e gli impianti di risalita. Un solitario che andava per il suo inverno, con i suoi ricordi, i suoi pensieri.
”STAGIONI – Mario Rigoni Stern”


Semplici parole.
Efficaci.
In ciò risiede la potenza della scrittura di Mario Rigoni Stern.
Alle sue preziose frasi, perfette come un cristallo di neve, affido il commento di questa manciata d’immagini colte salendo al CORNA PIANA. Nella luce di un’alba ventosa, nel buio apparente di una notte di luna piena.


Immagini rubate

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categoria:nevicata, in fuga
sabato, 27 gennaio 2007

“Papà. Questa musica è come un bosco che brucia e poi rinasce.”
Le mani sul volante, mi volto verso il mio cucciolo, curioso.
“Perché – continua lui - è triste come un bosco che brucia ed è bella come un bosco che rinasce”
Resto zitto, sorpreso.
Fuori è buio, la strada scorre sotto i fasci di luce.
La musica fluisce, le note del pianoforte disegnano profili di monti che fra poco si tingeranno nell’alba.
”Hei Piccolo! Ti piace.”
“Si”

leo3
Divenire. Non un semplice infinito, ma sorgente di infiniti significati, in cui perdersi.
Mi sembra di fluttuare, le note diventano neve, l’armonia diventa la fitta trama dei boschi, il suono è una grande montagna che si trasforma e ci avvolge.
La strada ci conduce tra i monti, la magia della musica e la magia della neve ci rapiscono.
Un nuovo giorno ha inizio.

leo2

“Divenire” Ludovico Einaudi - DECCA 2006

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categoria:nevicata
martedì, 16 gennaio 2007

Lasciamo ai giornali e alla TV le storie sul clima impazzito.
Lasciamo parlare tuttologi in cerca di una vetrina e giornalisti a corto di notizie.
006E' vero che le nostre generazioni stanno massacrando la madre terra, avvelenando la biosfera di cui siamo il più stupido elemento vivente, ma di inverni asciutti e tiepidi ce ne son stati dalla notte dei tempi e ce ne saranno in futuri più o meno prossimi.
Ora invece che perder tempo a far statistiche e rimescolare nel pentolone inutili e triti luoghi comuni sulle stagioni, dovremmo affrontare il problema di uno sviluppo sostenibile, dalle nostre piccole azioni quotidiane, alle scelte strutturali che competono ai "potenti".
Le storie da bar sul clima impazzito non fan altro che distogliere l'attenzione dal vero problema: quanto l'ignorante homo sapiens stia distruggendo gli ecosistemi idonei alla sua stessa vita.
028A noi l'inverno piace, anche se tiepido. A noi questo mondo piace, anche se impazzito.
Continuiamo quindi ad accarezzarne i fianchi con le nostre spatole. Continuiamo quindi a credere che siamo solo piccoli, presuntuosi ed insignificanti puntini sulla crosta di questo pianeta.

Un po di sci in spalla non hanno mai ammazzato nessuno. A Valcanale (Valseriana -Bg) sopra i 1350 m l'innevamento è buono, l'ambiente è superbo. La Corna Piana ed il Pizzo Arera aspettano tutti coloro che credono nell'inverno.

WALLPAPER D'INVERNO

postato da: MauOrme alle ore 14:27 | Permalink | commenti (4)
categoria:nevicata
venerdì, 05 gennaio 2007

Ci sono attimi, lunghi momenti o brevi istanti, in cui si percepisce chiara una rottura. Qualcosa è cambiato in modo netto, profondo. Ci vorrà del tempo per mettere a fuoco, per capire, dove sta l’errore, da dove è partita la crepa. A dieci anni di distanza torno tra queste rocce, forse a cercare risposte che stanno altrove. Ora sento solo disagio, un velo di paura. Nemmeno arrivo sulla cresta, mi fermo. Nemmeno tolgo lo snowboard dallo zaino, lentamente scendo. Rifletto e respiro, mi svuoto. Un passo dopo l’altro, perdo quota. Mi guardo attorno, il silenzio e l’ombra di questo luogo mi attraversano. Al termine dell’ultimo ripido muro di neve, vuoto attendo. Mi preparo e leggero scivolo sul fondo di quel grande imbuto.
Difficile è vivere ogni attimo all’altezza dei propri sogni.
Ma i sogni restano e torneremo a cercarli.

Pizzo di Coca - Canalone nord-ovest: LE IMMAGINI

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categoria:nevicata
domenica, 24 dicembre 2006

Monte Toro - versante nord-est
Tutto iniziò d’incanto.
Stupore!
Per avere aperto uno scrigno
Per essersi affacciati su un tesoro
Non è possibile
tanta bellezza.
Ma la neve è questo,
è perfezione.
Limpida e misteriosa,
arriva come un dono.

E come un dono
le nostre montagne
la conservano
tra le pieghe più nascoste.
Piccoli gioielli,
cesellati dal gelo.
Infiniti.
Vengono offerti,
per la nostra gioia,
per la nostra poesia.

Scendendo dal Corno Stella - Sergio in azione
Le valli ombrose e fredde delle Orobie sono un mondo magico, soprattutto in questi giorni; un mondo sospeso, dove far correre la propria fantasia ed i propri sci, in cui, liberi da ogni schema, inabissarsi nel loro candore, per risalirne le creste alla ricerca del sole.
Scendendo dal Monte Toro - Danilo in azione
Forse tutto ciò non significa niente per molti e forse, come disse Rimbaud, tutto ciò è
“NIENT’ALTRO CHE DEL BIANCO CUI BADARE”

Questa è la nostra cavalcata tra il Monte Toro ed il Corno Stella.

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categoria:nevicata
giovedì, 21 dicembre 2006

Cima Timogno - la solita montagnetta

E’ un piacere risalire la solita montagnetta
con lo snowboard in spalla.
E’ un piacere farlo ad un giorno dal solstizio
mentre il sole cala dietro l’orizzonte.
E’ un piacere iniziare la discesa
prima che la notte più lunga dell’anno ricopra tutto.
E’ un piacere vedere che la neve
non è poi così poca e non è poi così male.
E’ un piacere notare due uniche tracce
che scendono dirette verso il bosco.
E’ un piacere vedere il segno di un'unica spatola
che plasma la neve
danzando in equilibrio su un'unica lamina.
Questioni di traccia.

tramonto

Con piacere seguo la traccia dei due snowborder, cercando la linea che più amo, quella diretta, ai bordi del canale di valanga, giù fino ad immergersi nel buio del bosco e sbucare, per un ultimo tratto, lungo le piste ancora chiuse: vedere le lamine che fan scintille nel buio, fermarsi prendere la tavola sottobraccio e camminare alcuni minuti nel buio del bosco, sentendo crocchiare la brina e le foglie secche sotto i piedi.
Ripenso alla traccia di chi non cerca, di chi non osa, di chi non abbandona il certo per l’incerto, e ligio alla sua consegna rientra sulle piste battute dove apparente regna la sicurezza, negandosi il gioco, negandosi il sogno.

Questioni di scelte, questioni di tracce.
Ad ognuno le sue.
Buone sci-volate a tutti

postato da: MauOrme alle ore 13:12 | Permalink | commenti
categoria:nevicata
domenica, 17 dicembre 2006

Lui era li!
Lo vidi con la coda dell’occhio, mentre mi chinavo a posare gli sci sulla neve. Agganciai gli scarponi, bloccai gli attacchi e mi rialzai. Sistemai i guanti, impugnai i bastoncini ed inizia a risalire il pendio. Nessun cenno, nessun saluto, non una parola da entrambi, solo una rapida occhiata.
Le pelli scivolavano e mordevano la neve, alternandosi con ritmo nel lavoro, imprimendo fluidità e continuità al corpo che avanza. Lui era li, lo sentivo, non c’era bisogno di voltarsi per vederlo alcuni metri dietro me. Un alba livida si faceva spazio tra banchi di nubi, basse sull’orizzonte.
Anche quel giorno, come ogni inizio di stagione, potere toccare la prima neve, mi metteva di buon umore, lo sguardo vagava libero come i pensieri, con leggerezza, mentre il corpo riscopriva movimenti familiari, prima legnoso e duro, poi sempre più fluido e morbido.
Dopo avere superato tre scialpinisti ciarlieri ed un solitario indeciso, il pendio si fece più ripido, lui era sempre li, lo sentivo, ma qualcosa mutava, la sua traiettoria si allargava alla mia sinistra mentre puntavo con forza i bastoncini per evitare di scivolare all’indietro. Entrò nel mio campo visivo, oltre il dosso, sul falsopiano era al mio fianco a pochi metri. Non una parola non un cenno, un silenzio piacevole, entrambi concentrati a ritrovare, dopo tanti mesi, scioltezza, elasticità e naturalezza. Il rumore dei nostri sci nella neve ed il nostro ansimare parlava per noi.
Poi, non so come, le parole fluirono. Il sole alzandosi si fece spazio tra le nubi, disegnando profili e volumi delle montagne attorno a noi. Non fu importante cosa ci dicemmo, ma come. Percepivo che potevo fidarmi, che era la stessa passione, l’identica voglia di scoprire, la medesima curiosità a spingerci tra i monti. Lontano dalla folla, dai rumori, dalle tracce battute, dalle mode e dai luoghi comuni.
Voleva portarsi gli sci in vetta per poi scendere, magari, lungo lo spallone nord, da anni pensavo a quella discesa, naturalmente mi caricai gli sci sullo zaino e sotto gli sguardi interlocutori di alcuni scialpinisti risalimmo la cresta finale, sino alla croce ricamata dalla neve e dal vento. Le condizioni sembravano perfette, lui partì. Dopo alcune curve, prima che sparisse al mio sguardo, si voltò e mi fece un cenno d’assenso, lo seguii senza esitare. La neve era perfetta, luminosa e morbida accoglieva le nostre tracce. Alla casera di Publino mi disse che voleva essere a casa presto, quindi sarebbe risalito alla bocchetta per poi scivolare in Val Cervia e da li, riguadagnato il passo, sarebbe sceso sino all’auto. Tentennai un attimo. La Val Livrio si apriva sotto di noi, solo le tracce dei camosci ricamavano i pendii immacolati, ne scaturiva un silenzio magico, un richiamo profondo. Non potevo resistere, non volevo resistere. Infine decisi di continuare a scendere sino in fondo, al limitare del bosco. Ci salutammo, augurandoci una buona giornata, mi resi conto che nemmeno sapevo il suo nome. Mentre si allontanava ci presentammo, certi che prima o poi le nostre passioni ci avrebbero portato nuovamente lungo la medesima traccia.

corno-stella

L'elegante versante nord del Corno Stella,
tra ombra e luce un opportunità
per scendere

Photogallery

postato da: MauOrme alle ore 23:59 | Permalink | commenti (1)
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